Cultura e tempo libero - 24 agosto 2020, 13:29

Cosa leggere sotto l'ombrellone: "Ballata di una fiamma che non muore di Giulia Giacomini (Le Lepre Edizioni)

Consueto appuntamento con le pillole letterarie estive, a cadenza quotidiana, a cura di Paride Candelaresi

L’immagine di copertina è la riproduzione de “L’incendio delle Camere dei Lord e dei Comuni” di William Turner, rappresentazione simbolica del fuoco alle istituzioni e simbolo di cambiamento.

Nuova Spagna, 1641. Il periodo è quello dell'Inquisizione. Una coralità di uomini e donne sono alla ricerca della propria esistenza, della propria identità, di quella fiamma che non si spegne nonostante le avversità. Il fuoco dà vita al libro "Ballata di una fiamma che non muore di Giulia Giacomini (Le Lepre Edizioni). La fiamma del titolo non racconta la storia di un amore bruciante, né di una resa ardente. La fiamma illumina in un momento oscuro, resiste alla resistenza, brucia ma non distrugge.

L'impero spagnolo nel 1600 era diviso in quattro vicereami, fra cui il Messico, sfondo ideale per l'ambientazione di un romanzo storico. Il trampolino di lancio per raccontare la storia di una coralità di personaggi è rappresentato da Eva, suora addetta al fuoco di uno sperduto convento. In una fredda mattina del 1641 Eva si reca su un altopiano accompagnata "da quello strano fruscìo che percepiva all'interno della testa, quello che le aveva fatto abbandonare il rito, che l'aveva sottratta ad ogni dovere e incombenza, che l'aveva poi distratta da ogni possibile dialogo con se stessa". Da questo preciso momento la religiosa costruisce un mosaico di fatti e personaggi che porteranno il lettore a rivivere parte di quel terribile momento storico dominato dall'Inquisizione; le peggiori efferatezze, per cui è tristemente nota l’Inquisizione, si ebbero proprio con l'impero spagnolo. L’Inquisizione non fu solo un momento di sradicamento delle eresie ma soprattutto di un'istituzione che integrava la politica di organizzazione a quella di unificazione nazionale - dei territori e del pensiero. La Monarchia aveva il compito di dirigere la Chiesa e tutti i suoi meccanismi; il compito era la difesa della Monarchia: il problema non era tappare la bocca ai liberi pensatori, ma salvaguardare le ricchezze e il potere dei sovrani.

La fiamma del titolo diventa ideale conduttore per declinare le esperienze di varie donne che rifuggono dai dogmi, dalle costrizioni e dalle scelte già prese. Eva, ad esempio, vive un amore, ma non si lascia sopraffare dalla passione; vive l'amore ma non rinuncia a tutto quello che c'è fuor. Lei non è come Cataline e Hilde, che si lasciano letteralmente bruciare dall’amore. Unite dalla grande forza di Madre Ines, ognuna di loro segue la propria fiamma e il proprio destino allontanandosi dalle convenzioni e dal pensiero dominante. Se Madre Ines aveva potuto sfidare i giudici in tribunale potevano farlo anche loro; la religiosa, per scampare al processo e alle sue conseguenze, avrebbe potuto offrire loro le risposte che volevano sentirsi dire, ma la sua coscienza glielo impediva. La coscienza è la reale protagonista del libro: i protagonisti sono contenitore ideale per permetterle di manifestarsi in tutta la sua ostinata, potenziale facoltà di esistere. La libertà è coscienza, ragion d'essere. Il convento, in cui la maggior parte dei fatti si svolgono, nasce dalla ricerca della libertà, che non è solo fisica, concreta. Si tratta di un'apertura del pensiero, una ricerca della propria affermazione morale e religiosa, di un'indagine sull'identità di se stessi nel mondo. 

D'altra parte la libertà se non ce l'hai, te la devi guadagnare. Non sempre la conquisti con le armi o le rivoluzioni; spesso la conquisti col pensiero e la parola. La libertà è un sentimento nobile per cui vale la pena lottare, alzare la testa, la voce e tendere le braccia verso il cielo. Questo deve essersi detto Giulia Giacomini, laureata in Storia Moderna e specializzata in Storia della Medicina e Storia delle Religioni, quando ha pubblicato il suo libro. Il suo romanzo è frutto di un meticoloso lavoro di ricerca. Pochi romanzi storici contemporanei possono vantare l'immediatezza e la forza della Ballata; Giacomini non ha costruito le vicende per rapire il lettore a tutti i costi. Sarà per questo che invece ci è riuscita?

 

Paride Candelaresi