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Politica | 09 settembre 2020, 12:38

"Amareggiato e dispiaciuto, bastava una telefonata, forse consiglieri di lungo corso hanno dimenticato il regolamento". Il presidente del consiglio comunale di Asti Giovanni Boccia fa chiarezza sulla polemica degli ultimi giorni

"La convocazione è corretta come sempre, c'è una procedura di controllo e chi ha ricoperto il ruolo lo sa o lo ha dimenticato"

"Amareggiato e dispiaciuto, bastava una telefonata, forse consiglieri di lungo corso hanno dimenticato il regolamento". Il presidente del consiglio comunale di Asti Giovanni Boccia fa chiarezza sulla polemica degli ultimi giorni

Se ne parla da giorni, con una polemica partita da una nota congiunta dei consiglieri, che, se ha innescato comunicati a raffica tra minoranza, sindaco e maggioranza, scalda pochissimo o nulla i cittadini.

Lunedì infatti, una nota dei consiglieri di minoranza, chiedeva il rinvio del consiglio comunale convocato per domani 10 settembre. Secondo loro infatti "Costituirebbe una chiara violazione – se non formale, di certo sostanziale – delle più elementari regole della democrazia consiliare, su cui non intendiamo soprassedere", perché data e ora non erano stati concordati con i capigruppo di minoranza, "e ciò - scrivevano - in piena violazione, ormai ampiamente invalsa all’interno del Consiglio Comunale, di consultare la conferenza dei capigruppo nel decidere le date e gli argomenti dell’assemblea".

Dopo giorni a suon di comunicati stampa di quasi tutti i consiglieri anche in forma personale, il presidente del consiglio comunale, Giovanni Boccia, in consiglio dal 1994 "maniaco" dei regolamenti, ha deciso di indire una conferenza stampa per fare chiarezza sul regolamento.

"Le convocazioni le firmo io e voglio spiegare. Con dispiacere ho dovuto fare la conferenza stampa. La convocazione è corretta come sempre, c'è una procedura di controllo e chi ha ricoperto questo ruolo lo sa o lo ha dimenticato".

"Mai - tuona Boccia - mai e poi mai l'ordine del giorno viene concordato con i capigruppo. Non è previsto dal regolamento. È impossibile tecnicamente e umanamente"

E snocciola un po' di dati sulle ultime amministrazioni che si sono succedute e le conferenze dei capigruppo.

"Mi avessero telefonato avrei chiarito eventuali dubbi, sono rammaricato  anche della successiva lettera al prefetto, non sarò stato sufficientemente chiaro?

Non si può davvero sostenere che la convocazione sia una violazione. È un consiglio che segue l'iter ordinario della convocazione".

Domani si discuterà della mozione presentata dai consiglieri Malandrone e Quaglia sul funzionamento dell'attività della Fondazione Asti Musei, "quando il consigliere è assente - chiarisce Boccia - naturalmente non si discute e loro hanno chiesto di parlarne in presenza".

Altra mozione all'attenzione del consiglio la richiesta di ritiro o sospensione del disegno di legge "Allontanamento zero" presentata dal Partito Democratico.

"Non credo ci sia bisogno di spiegare perché il consiglio è convocato in via telematica, continua Boccia, credo che 50 persone in una sala così sia impossibile in questo momento. Il nostro Segretario generale (Giuseppe Formichella ndr) è uno dei 5 migliori d'Italia. Non avrebbe mai firmato una convocazione che non avesse rispettato le regole".

E conclude amareggiato: "Una polemica incomprensibile, hanno preso un abbaglio".

Betty Martinelli

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