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Politica | 09 settembre 2020, 07:00

Consiglio comunale telematico, anche i consiglieri Garrone (Noi per Asti) e Trombetta (Movimento Civico Galvagno) intervengono

"È inutile nascondersi dietro ad un dito: esistono evidenti problemi nelle riaperture delle scuole, ci si lamenta degli assembramenti per strada, si chiede maggior severità nel controllo delle misure di distanziamento e poi non si vuole svolgere una banale conferenza telematica"

Consiglio comunale telematico, anche i consiglieri Garrone (Noi per Asti) e Trombetta (Movimento Civico Galvagno) intervengono

Riceviamo una nota congiunta dei consiglieri Federico Garrone (Noi per Asti) e Giovanni Trombetta (Movimento civico Galvagno)

Dobbiamo, purtroppo, constatare come nelle ultime settimane sia aumentato significativamente il tono polemico nei comunicati dei Colleghi di minoranza.


Il comportamento collaborativo, nel rispetto dei reciproci ruoli, che abbiamo tanto apprezzato durante i periodi più difficili degli scorsi mesi è un lontano ricordo e lascia di nuovo spazio, oggi, ad un modo di fare politica poco costruttivo.


Non comprendiamo, in particolare, quale sia il fondamento della lamentela della minoranza in merito al Consiglio Comunale convocato per giovedì 10, né le discussioni che ne sono seguite.

Da un lato, segnaliamo come nessuna consuetudine sulle modalità di convocazione può essere richiamata dai colleghi in quanto mai nessuna consuetudine si è formata.

Perché vi sia una consuetudine è necessaria la ripetizione di un comportamento nel tempo e la comune considerazione di doversi ad essa attenere.

Sarà pure “moralmente” sbagliato, ma mai è stato richiesto il preventivo consenso alla convocazione del consiglio comunale a nessun consigliere.

Dall’altro lato, le modalità telematiche, per quanto scomode, sono purtroppo ad oggi una inevitabile realtà.

È inutile nascondersi dietro ad un dito: esistono evidenti problemi nelle riaperture delle scuole, ci si lamenta degli assembramenti per strada, si chiede maggior severità nel controllo delle misure di distanziamento e poi non si vuole svolgere una banale conferenza telematica.

Metodologia questa utilizzata oggi, purtroppo, nei tribunali, nelle aziende, dai dipendenti pubblici, negli esami universitari, ecc.Ovvero in situazioni ben più complesse che quella che ci attiene e in cui la salvaguardia della regolarità “dell’incontro” è tanto importante, se non di più, di quella del consiglio comunale.

Se perfino una popolazione digitalmente analfabeta come la nostra è riuscita a spiegare ai nonni come videochiamare i nipoti, è possibile che una discussione, civile, di una pratica non possa essere fatta con strumenti informatici?

Sarà “pesante” stare davanti ad uno schermo, ma sicuramente c’è di peggio.In ultimo, permetteteci una battuta.

Chi oggi recrimina sulle modalità di convocazione del consiglio comunale è forse stato in maggioranza (e magari ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio) in quell’amministrazione che ha ritenuto corretta una convocazione nei giorni tra Natale e Capodanno per l’approvazione del progetto di teleriscaldamento nell’ospedale?

Ci sembra di ricordare, ma certamente sbaglieremo, che addirittura si giunse a ridicolizzare gli allora consiglieri di minoranza perché avevano avuto l’ardire di richiedere “il rispetto del periodo di riposo”, quando semplicemente avevano evidenziato che in quel periodo, un tema tanto sensibile per la città, non poteva essere compiutamente trattato.

La realtà che ci affligge, a nostro sommesso avviso, ha richiesto sacrifici, li richiede tutt’ora e ancora li richiederà in futuro.Veramente vogliamo fermarci a discutere se si possa tenere una discussione costruttiva tramite videoconferenza?

Avv. Federico Garrone Avv. Giovanni Trombetta

Al direttore

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