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Cultura e tempo libero | 13 settembre 2020, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: le colline del mare

Nuova puntata a celebrare le tante bellezze dell’Astigiano. Bellezze importanti e valori identitari unici, come il suo incredibile patrimonio naturale e fossilifero

Museo plaeontologico Astigiano

Museo plaeontologico Astigiano

Una volta c’era il mare, lo sappiamo tutti. Dalle nostre parti, qualche milione d’anni addietro, le colline dell’Astigiano erano ricoperte d’acqua, pare fosse bassa, con fondali sabbiosi che hanno favorito l’accumulo di un mare, mai termine più consono, di testimonianze fossili. Questa nostra unicità è confermata dal grande patrimonio di balene, delfini e fossili, custodito nel Museo Paleontologico del Michelerio, ma anche dai tanti geositi, incastonati in paesaggi vari ed affascinanti, carichi di bella natura e biodiversità. La collezione dei cetacei fossili dell’Astigiano è certamente una delle più importanti d’Italia; tra gli esemplari più rilevanti la balenottera di Valmontasca, a Vigliano d’Asti, la balena, Tersilia, di S. Marzanotto, quella di Chiusano, il delfino di Settime e il delfinide di Belangero. Veramente tanta roba!

Fino a qualche anno fa tutto quanto era amministrato e promosso solo dal Parco Paleontologico Astigiano, Ente strumentale della Regione Piemonte, che recentemente ha coinvolto 74 Comuni e una ventina di altre realtà pubbliche e private del territorio su un progetto dalla valenza notevole, per aumentare coi fossili l’attrattività, anche turistica, dell’Astigiano: il Distretto Colline del mare, rete territoriale dei suoi geositi, nata per accompagnare i visitatori in un articolato viaggio nella storia, immersi in bellissima natura, incontaminata e protetta.

E sì che da fare ce ne avevano e ce ne hanno, nel tutelare e salvaguardare le varie aree protette gestite. Quasi 4.000 ettari. Posti bellissimi come il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, la Riserva Naturale della Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, la Riserva Naturale della Val Sarmassa, la Riserva Naturale degli Stagni di Belangero, la Riserva Naturale delle Rocche di Antignano, la Riserva Naturale del Rio Bragna, la Riserva Naturale del Paludo e dei Rivi di Moasca. Ben venga quindi la collaborazione con altri nel valorizzare anche le decine di geositi distribuiti in tutta la provincia.

Parchi, Riserve Naturali e geositi veramente spettacolari, ben fruibili con un mucchio di piacevoli sentieri ed informazioni su flora, fauna e fossili. Storicamente, la prima area protetta, dal 1980, è stata quella del Parco Naturale di Rocchetta Tanaro. La sua storia è legata ai Marchesi di Incisa, con Mario Incisa Marchese della Rocchetta, fondatore e per molti anni presidente del WWF, quale grande sostenitore della nascita di questo parco. Cinque anni dopo ecco la Riserva Naturale della Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, istituita per salvaguardare e valorizzare il suo spettacolare patrimonio paleontologico. Luogo incredibile dove, tra colline che si accavallano come onde, si nascondono innumerevoli conchiglie marine ancora intatte, testimonianza del mare che durante il Pliocene ricopriva tutto il Bacino Astiano. E ancora le belle aree boschive della Riserva Naturale della Val Sarmassa, da cui godere scorci paesaggistici di grande suggestione, tra i numerosi affioramenti di sabbie e argille ricche di conchiglie, molluschi e resti di mammiferi marini.

Tanti posti veramente bellissimi che devono essere raccontati per trarne massimo e certo ritorno turistico. Confido che oggi, forti della partecipazione dell’abbondante novantina di nuovi soggetti interessati al Distretto Colline del mare, si faccia.


Nel frattempo fateci un giro.

Davide Palazzetti

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