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Sanità | 11 novembre 2020, 10:12

Covid e sanità astigiana, ieri sera, al centro del nostro approfondimento giornalistico Backstage

Gli ospiti in studio hanno affrontato diversi argomenti, rispondendo anche alle tante domande dei lettori e ascoltatori

Covid e sanità astigiana, ieri sera, al centro del nostro approfondimento giornalistico Backstage

Dal Piemonte zona rossa, ai bollettini quotidiani che segnalano un allarmante aumento di contagi e decessi, ai (tanti) problemi della sanità astigiana.

Il ruolo dei medici di famiglia e come si vive quotidianamente nei reparti Covid del Cardinal Massaia, l'ospitalità a Torino in sofferenza e le tante criticità riscontrate per dover effettuare tamponi.

Ieri sera la puntata di approfondimento giornalistico Backstage, è entrata "nel cuore" della sanità con ospiti addetti ai lavori, ma anche grazie all'importantissimo supporto dei tanti cittadini che con commenti e testimonianze hanno voluto e potuto dire il loro pensiero.

Ospiti della puntata, condotti dalla nostra giornalista, Betty Martinelli, Valerio Tomaselli, dirigente medico, Dipartimento di Medicina e segretario Aziendale Anaao Asl At, Gabriele Montana, infermiere e segretario provinciale NurSind, Claudio Lucia, presidente dell'Ordine del Medici di Asti.

"Serve più consapevolezza da parte dei cittadini - ha spiegato il presidente dell'Ordine dei Medici astigiano, in totale accordo con il presidente nazionale che chiede il lockdown totale.

"Nei reparti covid ci sono circa 140 pazienti ricoverati - ha raccontato Tomaselli, quando ci si lavora, si conosce l'orario di inizio ma non si sa mai quando si finisce, di solito le patologie da gestire sono oltre il covid, ce ne sono sempre altre, senza dimenticare che i pazienti sono praticamente segregati e noi per loro non siamo facilmente distinguibili con le nostre tute. Vivono situazioni davvero difficili".

Alle aziende sanitarie viene chiesto, per sopperire alle carenze di personale, di sostituire gli infermieri con figure equipollenti, secondo Gabriele Montana: "Una professione non si improvvisa, è abuso di professione se un medico vuol fare l'infermiere. Glii addetti ai lavori a livello regionale hanno avuto mesi per fare una programmazione sulle assunzioni. E ora si corre".

Sono diversi i medici e i sanitari ammalati, al Cardinal Massaia, intanto, con l'emergenza covid, cambia anche il ruolo del medico di famiglia. Claudio Lucia che auspica una valorizzazione della telemedicina spiega che i medici "sono stati abbandonati a loro stessi, la piattaforma della Regione non risponde, ci vogliono ore per mettere un paziente. A Parma funzionano molto bene le Unità Multidisciplinari".

Come si fa a distinguere un'infuenza 'normale' dal covid, o quando è il caso di fare i tamponi, tracciamento, contatti stretti, tanti i dubbi dei nostri lettori, fugati dagli ospiti che hanno risposto senza risparmiarsi.

"Se i sintomi influenzali sono lievi - spiega Tomaselli - si sta a casa e si tutelano i familiari. Occorre tenere d'occhio la dispnea, magari facendo una camminata anche in casa e capire se possa esistere un interessamento polmonare".

"Siamo sul campo, ma il sentimento di rabbia e delusione è forte in quanto la seconda ondata era attesa. La Regione a giugno avrebbe dovuto rimboccarsi le maniche sulle assunzioni. Ad essere penalizzati sono gli utenti, soprattutto" - rimarca Montana "Vogliamo fare uscire dal pantano gli italiani".

"Tamponi, tracciamento e terapia.. le tre T erano le uniche soluzioni per la pandemia" - ribadisce Tomaselli.

Qui la puntata intera.

https://www.facebook.com/lavocediasti/videos/359293288497082/

Redazione

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