Attualità | 12 dicembre 2020, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo che prova ad essere sostenibile

Puntata dedicata alla sostenibilità, vocabolo e valore sempre più di tendenza quale modello di sviluppo che guarda contemporaneamente a presente e futuro

Sostenibilità per l'oggi e il domani

Sostenibilità per l'oggi e il domani

Il termine sostenibilità è da qualche tempo entrato nell’uso comune e viene usato in molti contesti. Termine presentato, nell’attuale accezione, per la prima volta nel 1992, durante una Conferenza ONU sull’ambiente: condizione di un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. A partire da questa prima definizione, centrata soprattutto sull’ecologia, il termine ha subito una graduale evoluzione ed oggi viene utilizzato con un significato assai più ampio, che abbraccia l’ambiente e che lo mette in relazione con economia, società e qualità di vita.

Un modello di sviluppo basato su partecipazione e fatti. Il fatto che mi ha stimolato ad accennarne qualcosa è la recente apertura a Torino di Green Pea, centro commerciale ecosostenibile. Fatto più commerciale, vista l’origine farinettiana, uno che sa ben cogliere le tendenze per vendere, ma comunque utile a parlare di un tema troppo importante per non trasformarsi presto in altri fatti.

Che ce ne sia gran bisogno anche dalle nostre parti ce lo dice una ricerca della Fondazione ENI Enrico Mattei sull’Italia sostenibile, di un paio d’anni fa. Ricerca che ha misurato, per ciascuna delle città capoluogo di provincia italiane, la percentuale di attuazione delle politiche di sostenibilità definite dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Sedici gli obiettivi che tenevano conto di diversi indicatori economici, ambientali, sociali, di salute e di istruzione. Nell’insieme, Asti raccoglieva risultati superiori al 50%, non un granché, solo per dieci dei sedici indicatori. Tra quelli sotto la soglia del 50%, che è male: lavoro, trasporti, energie pulite e rinnovabili, queste sconosciute, industria, innovazione e infrastrutture, un caro ricordo. Dati di due anni fa, confermati, se non peggiorati, fino ad oggi, come attestato dalle equivalenti analisi annuali de Il Sole 24 Ore e di Italia Oggi.

Dall’area fatti, l’istituzione di un Tavolo sulla Mobilità Sostenibile, promosso dalla Rete Asti Cambia e sposato dal Comune di Asti, lo scorso settembre. Più che fatti, prospettive, ma da qualcosa si deve cominciare.

Stesso discorso in ambito provinciale. Persino del progetto lanciato a dicembre 2019, Imprese rur@li. Giovani imprenditori e sviluppo rurale sostenibile, uno dei pochi tirati fuori nel tempo, non se ne sa più nulla. L’idea, originata in Regione, non era male: promuovere lo sviluppo nei territori rurali piemontesi in modo coerente e sinergico con gli obiettivi della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile. Le colline dell’Astigiano erano state scelte come area pilota per accompagnare il cammino nella sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per studiare un percorso virtuoso, divulgare buone pratiche e modelli da far diventare patrimonio comune. Ne avete più sentito parlare? Magari quest’anno mi sono distratto e mi son perso qualche suo fatto.

Insomma, continuiamo a parlare di sostenibilità, è troppo giusto e importante, ma anche qualche fatto male non ci starebbe.

Davide Palazzetti

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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