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Cronaca | 16 febbraio 2021, 13:02

Scoperti dalla Guardia di Finanza un gruppo di ‘furbetti del reddito di cittadinanza’: 15 denunciati

L’attività ha altresì consentito di appurare che i soggetti coinvolti hanno percepito indebitamente oltre 114.000 euro

Conte e Di Maio reddito di cittadinanza

L'ex premier Conte e il ministro Di Maio ritratti nel corso dell'evento di presentazione della misura del reddito di cittadinanza, fortemente voluto dal M5S

Operando nell’ambito delle attività di controllo correlate alla crisi economico-sociale generata dall’emergenza Covid 19, nel corso dell’intero 2020 i Reparti territoriali del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno attuato, in sinergia e collaborazione con l’INPS, approfondite verifiche volte a garantire un attento e oculato impiego del denaro pubblico, con particolare riguardo alle posizioni di coloro che ricevono il sussidio del Reddito di Cittadinanza.

Le indagini hanno portato alla denuncia di 15 soggetti, responsabili a vario titolo di aver percepito indebitamente un contributo complessivo pari a oltre 114.000 euro; impedendo, inoltre, l’ulteriore riscossione di oltre 45.000 euro irregolarmente richiesti. La casistica delle violazioni accertate dalle Fiamme Gialle è quanto mai varia ed eterogenea con numerose tipologie di omissioni o irregolarità nelle dichiarazioni presentate a sostegno della domanda per l’ottenimento del Reddito di Cittadinanza.

Alcuni dei beneficiari avevano omesso di dichiarare le vincite e la presenza di somme significative sui propri conti di gioco online, tali da superare le soglie richieste dalla norma per ottenere i benefici per tutto il proprio nucleo familiare. In alcuni casi è stato invece scoperto che i richiedenti omettevano di possedere immobili di valore oppure redditi provenienti da varie attività, anche imprenditoriali.

In due casi una consistente eredità, che aveva cambiato in modo significativo il patrimonio familiare, è stata ignorata per restare nei limiti di legge. Un nucleo familiare aveva simulato il proprio completo scioglimento dichiarando di vivere singolarmente in prevalente assenza di reddito, mentre in realtà continuavano a condividere lo stesso domicilio.

Le irregolarità più recenti sono relative a soggetti che dichiarano di risiedere in Italia da oltre 10 anni, quando in realtà risultano immigrati da poco e addirittura, in un’occasione, un cittadino italiano risulta iscritto all’AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’estero).

Redazione

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