Scuola | 01 dicembre 2021, 18:00

Con 'Meet Scientist' gli studenti del Monti incontrano l'esperienza umana e professionale del mondo biomedico

Una conferenza dedicata al tema della pandemia è stata molto seguita e partecipata per le esperienze e i racconti dei relatori

Con 'Meet Scientist' gli studenti del Monti incontrano l'esperienza umana e professionale del mondo biomedico

Si è svolto nei giorni scorsi presso la Casa del Teatro 3 in Asti il primo degli appuntamenti “Meet Scientists”, organizzati dall’Istituto Statale “Augusto Monti”, nell’ambito del progetto di potenziamento Biologico-Sanitario, rivolto agli studenti del Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate e aperto a docenti e studenti del triennio, con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica.

È stata organizzata una conferenza, dedicata al tema della pandemia da SarsCov-2, nel corso della quale il prof. Francesco Scalfari, antropologo, e il dott. Paolo Crivelli, infettivologo, si sono susseguiti, condividendo con i ragazzi non solo conoscenze specialistiche in campo medico-scientifico, ma anche i loro vissuti, creando un’atmosfera piacevole in cui professioni e persone si incontrano per dialogare, riflettere ed interagire in modo aperto e costruttivo.

L’evento è stato introdotto dal dirigente scolastico, prof. Giorgio Marino, e moderato dal prof. Gianni Valente.

"L’importanza di riconoscere l’interdipendenza di ogni essere vivente e di ogni componente del sistema Terra - spiegano dalla scuola - è stato il filo conduttore delle informazioni presentate; viviamo su un Pianeta straordinario, ma basato su delicati equilibri, che meritano la nostra attenzione, poiché aver cura del pianeta vuol dire aver cura della propria salute e di quella di tutta l’umanità”.

Ha notevolmente destato l’interesse dei ragazzi la parte riguardante gli studi e le fasi che hanno portato alla realizzazione dei vaccini anti-covid, lasciando emergere la necessità di un atteggiamento scientifico per sconfiggere le fake news dilaganti e poter fare scelte consapevoli e responsabili.

Questo tema è stato ampiamente sviluppato dal dott. Crivelli, che ha accompagnato le spiegazioni tecniche con un evidente coinvolgimento personale, dettato dall’esperienza sul campo, di chi ha affrontato le ardue sfide lavorative ed emotive implicate nella lotta contro la pandemia, toccando con mano la sofferenza nei reparti di terapia intensiva durante la prima ondata, o la povertà estrema conosciuta negli anni di servizio in Africa.

"Un racconto appassionante - concludono dal Monti - che ha lasciato spazio alla curiosità e alle domande degli studenti e si è concluso con il messaggio racchiuso in un proverbio africano, citato più volte durante l’evento, non fa mai notte dove ci si prende cura l’uno dell’altro, nonché la raccomandazione da parte del prof. Scalfari di guardare alla Scienza non come ad un contenitore di certezze, pronti a sottolineare e a puntare il dito contro eventuali errori, ma come ad un percorso continuo di ricerca, in cui trovano posto il dubbio e l’interrogativo, che però diventano motivo di crescita, di miglioramento globale".

Comunicato stampa

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