Riassumo: un gruppo di turisti era arrivato ad Asti una domenica sera, non certi di quanti giorni fermarsi, non particolarmente informati su cosa trovare. Da qui una serie di programmi quotidiani che li hanno portati nei primi quattro giorni di permanenza a scoprire il bellissimo centro storico, torri, Collegiata, palazzo comunale, palazzo Gazelli, palazzo Alfieri, Cattedrale, palazzo Mazzetti, palazzo Ottolenghi, Cripta di Sant’Anastasio, Torre Troyana, Santa Maria Nuova e Complesso di San Pietro.
Si sono poi entusiasmati tra ventine e immediati dintorni del capoluogo: Valleandona, Mombarone, Viatosto, Valmanera, San Marzanotto, Mongardino e le Rocche di Antignano. Insomma una bella spolverata su quanto offra di attraente Asti, di quanta varietà si possa fregiare. Il gruppo di turisti è però onirico e strumentale, non solo perché a febbraio di turisti non se ne sono mai visti, ma perché quando arrivano o si cerca di farli arrivare, crepa se gli si racconta il perché venire a scoprire una città bellissima, il perché pianificare più giorni di permanenza. Questo gruppo l’ho fatto emozionare con poco più dei fondamentali cittadini, riuscendo a farli fermare cinque notti. Cinque notti e cinque giorni per avere una sommaria esperienza della nostra bellezza e varietà, due volte e mezzo la permanenza media dei turisti in città e di conseguenza, anche a parità di arrivi, le loro presenze e l’economia che gli gira attorno.
E allora: so che in serata dovrete tornare a casa. Restano comunque un bel po’ di ore per ampliare la scoperta delle bellezze storiche e architettoniche di Asti. Prima meta di giornata, il Museo Paleontologico Territoriale dell'Astigiano, ospitato nel maestoso complesso del Michelerio, edificato ad inizio Cinquecento come monastero delle clarisse, ampliato nel Settecento e poi sede di un grande orfanotrofio.
Nella sua chiesa, oggi sconsacrata, non perdetevi la magnifica accoppiata tra antichi affreschi e balene preistoriche con l’esposizione di una delle più importanti collezioni europee di fossili di cetacei. Usciti da lì girate a destra per godervi da vicino l’affascinante bellezza della Torre Rossa che al tempo dei Romani era uno degli elementi della porta d’ingresso alla città e la sua base ne è chiara evidenza. Per rimanere negli stessi anni, a due passi dalla torre, vi aspetta la Domus Romana dove assaporare le fasi più antiche della storia di Asti, attraverso le suggestioni che trasmette lo scavo archeologico.
Il protagonista del posto è un mosaico pavimentale, di una qualità unica in Piemonte, che decora il triclinium, la sala da pranzo, di un’abitazione appartenente a una famiglia di ceto decisamente agiato. Tornati su corso Alfieri ancora pochi metri alla vostra destra ed ecco alcuni interessanti resti delle antiche mura. Le mura di Asti sono state la più grande opera edilizia della città durante il suo medioevo comunale. Erano ben sette chilometri di mura suddivise in due recinti che cingevano completamente l'abitato cittadino, ma oggi se ne sono conservate diversi pezzi ben evidenti solo nel nord ovest urbano. Se l’argomento vi attrae ve ne faccio una piccola mappa, poi vedete voi. Vi farei chiudere il giro odierno, anche per non stancare troppo chi dovrà poi guidare, sempre vicino a dove siete, ma in un altro periodo storico e architettonico così vivace, anche lui, in città: il Barocco. Io la chiamo la piazza del Barocco, in realtà si chiama piazza San Martino, per l’omonima chiesa. Splendida già in facciata, arricchita da statue provenienti dall’antica Certosa di Valmanera. Assolutamente spettacolare l'interno con stucchi di mastri luganesi e i grandiosi affreschi dell’Aliberti, un crocifisso settecentesco della bottega di Bonzanigo e due dipinti di Michelangelo Pittatore. E poi...buon ritorno a casa.