La filosofia e le sue voci | 08 ottobre 2022, 07:30

Lo studio e la vita

Nuovo appuntamento con le riflessioni di Simone Vaccaro, per la rubrica "La filosofia e le sue voci"

Lo studio e la vita

In fin dei conti lo studio ha senso solo se ha come scopo la vita. La vita è la cosa più importante. Lo studio senza riferimento alla vita è inutile

Nishida Kitarō, Diario

 

Rifacciamo un salto in Oriente, questa volta via Giappone, e leggiamo questo profondissimo pensiero di Nishida Kitarō (1870-1945), il più importante filosofo giapponese e colui che seppe coniugare la tradizione del Sol Levante (dal Buddhismo alle varie scuole Zen, passando per lo Shintoismo e la dottrina militare impartita dallo Shogun - capo dell'esercito e amministratore effettivo dell'intero paese fino alla restaurazione imperiale dell'Epoca Meiji (1868-1912)) con quella filosofica occidentale. Con certosino lavorio concettuale, ha saputo introdurre e tradurre in linguaggio originale alcune intuizioni della filosofia di matrice greca riportandole sul proprio suolo culturale di appartenenza creando un amalgama unico e trascendente le stesse tradizioni di partenza: una filosofia insomma rigorosa e coraggiosa che potesse superare le dicotomiche contrapposizioni che vedevano Oriente e Occidente in contrapposizione insanabile.

Nel passo citato, si nota uno degli aspetti più singolari della sua proposta filosofica (ma che lo avvicina incredibilmente al pensiero greco): lo studio non può essere limitato alla sola delineazione di criteri astratti, di concetti formalmente corretti e ordinati razionalmente che seguano una perfetta scansione argomentativa ma che poi a conti fatti non producano nulla o, nella peggiore delle ipotesi, producano effetti collaterali nefasti. Lo studio - e il piacere che in esso fa trasfuso - deve essere sempre legato ad aspetti concreti o comunque in vista di situazioni effettive: in questo si può notare una chiara influenza del retroterra buddhista (sia della scuola Kegon che di alcune ramificazioni Zen) che individua nel corpo, e dunque nella sua materialità, principio inaggirabile e una tra le fonti della cosiddetta illuminazione, ovvero comprensione intuitiva della realtà.

Il sapere allora non va tenuto separato dalla praticità. La filosofia stessa viene così rivista alla luce di pratiche che intersecano tanto la dimensione strettamente concettuale (gli sviluppi della logica per esempio), quanto quella tipicamente pratico-estetico che si caricano così di significati artistici, religiosi e filosofici. Lo stesso Nishida Kitarō difatti era un calligrafo eccellente. La calligrafia - shodō, ovvero "via della scrittura" - era un'arte meditativa estremamente importante e finalizzata alla creazione di opere che ponessero al centro non la figura dell'artista, ma l'atto stesso di creazione artistica. L'artista perdeva se stesso per ritrovarsi all'interno di un flusso che lo trascinava nell'opera stessa. Non era opera dell'artista, ma l'opera d'arte realizzava se stessa nell'artista, rovesciando il canone Occidentale secondo il quale l'artista realizza praticamente ciò che prima ha in mente come forma astratta.

Fare filosofia significa prendere coscienza di questa natura fluente, di questa profonda meditazione corporea, e coglierne la logica interna che ci vede coinvolti: filosofare significa allora tuffarsi abbracciando pienamente la vita.

Simone Vaccaro

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Simone Vaccaro

Mi sono laureato in filosofia della religione presso l’Università degli Studi di Torino, discutendo una tesi dal titolo: Filosofia come linguaggio di fede in Karl Jaspers.

Professore a chiamata presso scuole secondarie di primo e secondo grado e ricercatore per passione, animo seminari e caffè filosofici presso l’Istituto Istruzione Superiore “V. Alfieri” di Asti.

Sono interessato principalmente alle questioni metafisico-ontologiche (che sono meno noiose di quanto possano sembrare!) e alla natura (teor)etica del pensiero filosofico.

Dal 2019 sono cofondatore e coredattore del blog filosofico Arena Philosophika, nato come piattaforma di confronto, di incontro e laboratorio estetico-concettuale.

Se volete essere catturati dal colorato mondo di Arena Philosophika, cliccate qui www.arenaphilosophika.it

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