Che nesso c’è tra Fabrizio De André e i resti di una balena ritrovata nel 1862 alle porte di Asti? E perché, sui denti del delfino fossile scoperto nello stesso secolo a Baldichieri, gli studiosi si confusero attribuendoli ad animali differenti, ovvero un coccodrillo e una foca? Ed ancora, come mai nella frazione Bagnasco di Montafia le grandi ossa di un vertebrato preistorico furono usate come materiale per costruire le case?
Sono solo alcune delle molteplici curiosità riportate nel libro “Fossili e Territori”, decimo volume firmato dalla giornalista e scrittrice astigiana Laura Nosenzo, che, nel sottotitolo, fornisce indicazioni sul contenuto dell'opera: scoperte straordinarie sulle colline astigiane.
LA RASSEGNA “LEGGERMENTE”
Il volume aprirà il nuovo ciclo della rassegna "leggermente" (scritto proprio con la elle minuscola): quattro incontri con gli autori promossi a Ferrere dalla Biblioteca Comunale con il supporto del Comune. L'appuntamento è fissato per venerdì 28 ottobre, alle 21, nella sala multifunzionale di Casa Carolina, sede del centro di lettura (ingresso libero). Con l'autrice converserà Federico Pino, esperto in paleontologia e vicesindaco di Ferrere.
NARRAZIONI PIENE D’ATMOSFERA
Il libro, pubblicato la scorsa estate dalla casa editrice “Araba Fenice”, è stato promosso dal Distretto Paleontologico dell'Astigiano e del Monferrato, presieduto da Gianluca Forno, e riporta in copertina il prestigioso logo della Società Paleontologica Italiana.
La lettura di “Fossili e Territori” è particolarmente consigliata per chi guarda agli scheletri degli animali preistorici ritenendoli solo ossa, perché i contenuti del libro li faranno ricredere: ogni balena, dugongo, delfino, conchiglia diventa un essere animato perché recupera la propria identità.
Sono narrazioni piene di atmosfere, oltre che di precisi riscontri scientifici, che tracciano la storia degli esemplari più significativi custoditi al Museo Paleontologico di Asti che li ha ricevuti dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino nel 2019 e che, per mancanza di spazio, per gran parte non ha ancora esposto.
IL ‘DIETRO LE QUINTE’ DEL LIBRO
Per raccontare la loro storia l'autrice non si è limitata a leggere i documenti dell'epoca degli esperti che studiarono i reperti (fu coinvolto anche il celebre prof. Friederich Von Brandt, direttore del Dipartimento Zoologico dell'Accademia delle Scienze di San Pietroburgo), ma è andata alla ricerca dei luoghi in cui gli esemplari sono emersi dalla terra dopo aver nuotato nel Mare Padano tra i 5,4 e i 2,6 milioni di anni fa. La Nosenzo si è inoltre avvalsa della consulenza scientifica del paleontologo Piero Damarco, di Michelangelo Bisconti (cetologo) e di Federico Imbriano (naturalista); Oltre che dei sindaci, essenziali per le ricerche dei siti.
L'eccezionale ricchezza delle colline astigiane viene segnalata anche attraverso alcune fortunate coincidenze: “In un solo anno, nel 1862 - ricorda Laura Nosenzo - furono ritrovati ben tre esemplari preistorici in luoghi diversi dell'Astigiano, tra cui l'antenata della balena grigia scoperta nelle sabbie gialle di Cortandone. Un fatto straordinario che si ripeté il secolo successivo, quando nel 2003 saltarono fuori un delfino fossile dal letto del Tanaro in secca e una balena in collina a Chiusano”.
Due capitoli del libro sono dedicati al Villafranchiano, con mastodonti e rinoceronti protagonisti: l'ultima revisione (1996) dell'area tipo individua undici comuni, tra cui Ferrere: venerdì sera si parlerà anche di questo. Nel corso di un appuntamento che si aprirà con i saluti dell'Amministrazione Comunale e della Biblioteca e si concluderà con un momento conviviale per tutti i presenti.