Attualità - 03 gennaio 2023, 12:30

Giovedì al via i saldi invernali: considerazioni e consigli di Confcommercio

Il direttore Claudio Bruno: “Confidiamo in una rinnovata fiducia dei consumatori dopo che, a Natale, per la prima volta le vendite online sono risultate in calo”

Immagine d'archivio

Dopo Sicilia e Basilicata, dove sono iniziati ieri (2 gennaio) e Valle d’Aosta (al via oggi), da giovedì 5 gennaio i saldi invernali prenderanno il via anche in tutte le restanti regioni italiane, ovviamente Piemonte compreso.

Secondo uno studio di Confcommercio, saranno oltre 15 milioni le famiglie interessate che spenderanno complessivamente 4,7 miliardi di euro, con una spesa media per famiglia di 304 euro, corrispondente a circa 133 euro di spesa media per persona.

“Stimiamo una crescita dei saldi del 10% , il che sarà comunque più utile alla liquidità piuttosto che ai guadagni - commenta Claudio Bruno, direttore della Confcommercio di Asti - Sarà la qualità dell’offerta che potrà fare la differenza per i consumatori a cui verrà data possibilità di puntare sui prodotti di moda. Abbigliamento, scarpe ed accessori saranno ancora principali oggetto degli acquisti, anche per via dei prezzi che nel settore moda non hanno subito gli aumenti com’è invece avvenuto in altri settori che hanno risentito dell’inflazione”.

Confidiamo in una rinnovata fiducia che i consumatori stanno dimostrando di riporre con sempre maggiore frequenza nei negozi di vicinato – aggiunge Bruno , sempre più orientati verso nuove strategie legate alla sostenibilità e all’innovazione, come dimostrano i dati riguardanti le recenti spese di Natale: 45% negozi di vicinato, contro il 64,6% di internet, per la prima volta in calo. Dato che è, nonostante tutto, un buon segnale”.

NOTE E CONSIGLI UTILI

Una nota di Federmodaitalia-Confcommercio sottolinea che c’è differenza tra i ‘saldi’, ovvero vendite di fine stagione di prodotti di moda o di carattere stagionale rimasti invenduti e per i quali è obbligatorio esporre il prezzo originale, quello scontato e la percentuale di sconto, e le ‘vendite promozionali’ che sono vincolate ad un periodo specifico dell’anno, limitato nel tempo, la cui regolamentazione è demanda alle Regioni.

O ancora dalle ‘vendite di liquidazione’ che sono ammesse in qualsiasi periodo dell’anno ma a determinate condizioni, ovvero:

- cessione di azienda

- cessazione di attività commerciale, trasformazione o trasferimento di azienda

In questi casi deve essere data comunicazione preventiva al Comune. Al di là poi di ogni altra considerazione e valutazione a proposito più che dell’uso, dei costi del POS che gravano sui commercianti, questi non si possono esimere dall’accettare il pagamento con ‘carta’ per i generi posti in vendita a qualsiasi titolo.

Fermo restando che permane la discrezionalità del commerciante di offrire o meno la possibilità di cambiare un capo dopo che lo si è acquistato.

Redazione