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Attualità | 06 giugno 2023, 08:54

Miroglio: "Caro Rasero, la Cina è davvero il tuo modello?"

Lettera aperta del consigliere dei Verdi in merito agli apprezzamenti del sindaco nei confronti del paese asiatico

Il sindaco in occasione del gemellaggio con Nanyang

Il sindaco in occasione del gemellaggio con Nanyang

Continua a tenere banco i rapporti che l'Amministrazione comunale di Asti sta stringendo con la Cina. A proporre una riflessione questa volta, è il consigliere comunale di Europa Verde Gianfranco Miroglio, che interviene dopo gli apprezzamenti dei sindaco nei confronti del gigante asiatico.

"Mi riferisco alla battuta, breve ma incisiva, con cui dichiari – ispirato dal viaggio in Cina – di invidiare o sognare quei Paesi dove - immaginati i progetti, e poi redatti - il giorno dopo si può pensare ad approvarli, si possono aprire i cantieri e avviare i lavori. Si intende, mi pare di capire, superando e rimuovendo, così, troppe grane e troppi laccioli, evitando discussioni e confronti, cancellando Comitati e Associazioni" scrive il consigliere, che poi si rivolge direttamente al primo cittadino "in confidenza".

"Maurizio, ti chiedo: ci credi sul serio? Se sì, mi (ci) spieghi qual è il Rasero a cui credere: il “democratico” che a più riprese sollecita partecipazione, condivisione, aperture, informazione, oppure il “decisionista” che invidia gli autocrati della “Cina vicina”? Se sì, non ti pare di riecheggiare, anche troppo filologicamente, il rammarico e lo sfogo, un mantra in dialetto, tipico di decenni fa ma che ogni tanto riaffiora: Suma stà trop demucratic Se sì, non ti pare che la Cina sia davvero un riferimento ingombrante?"

"Ti chiedo - incalza il consigliere -  che cosa significa decisionismo cinese in quanto a diritti di persone e di popoli in patria e fuori, in quanto a relazioni e colonialismo economici, in quanto a scelte produttive e ricadute sociali e ambientali? Se sì, obbiettivamente non credi che gli impicci alle opere ( … avvio di cantieri, appalti, efficientismo vero o supposto, competenze insondabili, intrusioni di varia natura, etc, etc) siano da ricercare non tanto nel fastidio di dover informare, consultare e ascoltare i cittadini, quanto nella farragine politico/burocratica che ne mina l’ideazione e il percorso, non avendo nulla a che spartire col merito, il senso, lo spirito e perfino il funzionamento della Democrazia?".

Alessandro Franco


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