Attualità - 11 settembre 2025, 16:50

Asti, torna il Festival dei Popoli: protagoniste le seconde generazioni [FOTO]

Dal 19 settembre al 6 ottobre incontri, spettacoli e sport per parlare di inclusione. Il vescovo Prastaro: “Un nuovo anno pastorale all’insegna del Sinodo, dei ministeri laicali e della visita alle parrocchie”

MerfePhoto

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Asti si prepara ad accogliere una nuova edizione del Festival dei Popoli, in programma dal 19 settembre al 6 ottobre 2025. Promossa dalla Diocesi di Asti – Ufficio Pastorale Migranti, la manifestazione sarà dedicata al tema “Seconde a nessuno! Sfide e protagonismo delle seconde generazioni”, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dei giovani nati e cresciuti in Italia da famiglie di origine straniera.

Il festival proporrà conferenze, laboratori, spettacoli e momenti creativi che coinvolgeranno enti del terzo settore, associazioni, realtà sportive e le comunità internazionali dell’astigiano. "Vogliamo accendere i riflettori su una generazione che spesso si sente sospesa tra più identità ma che può diventare ponte di dialogo e integrazione", spiegano gli organizzatori.

Sport e arte come strumenti di inclusione

Tra gli appuntamenti principali spiccano il concerto inaugurale al Palco 19 (19 settembre) e il murales collettivo dedicato a “Sport e inclusione” presso la sede della Skull Boxe Canavesana (2 ottobre). Iniziative che dimostrano come arte e sport possano essere veicoli concreti di integrazione e linguaggi universali capaci di unire mondi diversi.

La cornice del nuovo anno pastorale

Il festival si inserisce nel percorso più ampio delineato dal vescovo Marco Prastaro, che ha tracciato gli impegni della diocesi per il nuovo anno pastorale. Tre i punti cardine:

La chiusura del Sinodo Nazionale Italiano, prevista tra ottobre e novembre, al termine di un cammino di cinque anni: "Sarà un momento importante – ha dichiarato Prastaro – perché il documento finale rilancerà propositi e responsabilità per tutta la Chiesa italiana. È il frutto di un metodo sinodale che ci ha insegnato a confrontarci insieme: vescovi, sacerdoti, laici e persino non credenti, per comprendere meglio il nostro Paese".

Il cammino dei ministeri laicali, con l’avvio della scuola di formazione dedicata in particolare alla liturgia e alla catechesi: "Vogliamo una Chiesa in cui ogni battezzato abbia un compito importante, con pari dignità. Stiamo selezionando i candidati che inizieranno questo percorso".

La visita pastorale alle 122 parrocchie della diocesi, che partirà a gennaio: "Dedicherò i mesi da gennaio a Pasqua e da ottobre a Natale a questo impegno. Non so quanto tempo ci vorrà – forse due anni e mezzo – ma desidero incontrare ogni comunità e ascoltarne le esigenze".

“Un segno per tutta la città”

Prastaro ha sottolineato come il Festival dei Popoli rappresenti un tassello significativo all’interno di questa cornice: "Ogni anno il calendario della nostra diocesi si arricchisce. Questo festival chiude idealmente il settembre astigiano come un tappo che custodisce e fa maturare il vino. È un’occasione preziosa per parlare di accoglienza, di seconde generazioni e di futuro, non solo per la Chiesa ma per tutta la comunità civile".

Redazione

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