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Attualità | 06 novembre 2025, 19:26

Colombi, associazioni animaliste contro il piano di abbattimento: accolto il primo ricorso al TAR

Sospesa in via cautelativa la delibera provinciale, secondo ricorso in arrivo: "Violate le procedure democratiche"

Un sit in delle associazioni ad agosto

Un sit in delle associazioni ad agosto

Il TAR Piemonte ha accolto il ricorso presentato da Earth ODV di Roma contro il piano di controllo dei colombi approvato dalla Provincia di Asti, sospendendo in via cautelativa la delibera 45 del 29 luglio 2025. L'udienza di merito è stata fissata per il 1° aprile 2026. La decisione rappresenta un primo stop al piano che prevedeva l'utilizzo di metodi cruenti quali abbattimento e cattura con successiva soppressione.​

Le contestazioni delle associazioni

Il TAR Piemonte ha fissato la prima udienza cautelare per il 26 novembre 2025 e, presumibilmente, la sentenza di merito potrebbe arrivare entro aprile 2026. Le associazioni contestano innanzitutto l'assenza del parere obbligatorio dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), previsto dall'articolo 19 della Legge 157/1992. "La Provincia ha approvato il piano prima del parere dell'ISPRA, invocando una presunta urgenza mai motivata. Tale omissione rappresenta un vizio grave dell'atto amministrativo", affermano le associazioni.​

Un secondo punto critico riguarda la mancanza di censimenti pluriennali e l'assenza di metodi alternativi non cruenti. Le linee guida regionali richiedono infatti l'applicazione preventiva di metodi etici come dissuasori, sterilizzazione e controllo delle fonti di cibo, ma "ad oggi non risultano rilevazioni né interventi preventivi strutturati".

I dati contestati

Su 118 Comuni contattati, 59 hanno dichiarato di non aver mai segnalato emergenze né danni rilevanti. "Nonostante ciò, la Provincia ha autorizzato un piano di abbattimenti esteso e non circoscritto", denunciano le associazioni. Il ricorso evidenzia inoltre una possibile violazione della Direttiva Europea "Uccelli" (2009/147/CE), poiché il piano non esclude interventi nei periodi riproduttivi, con potenziale uccisione di nidiacei.​

Le associazioni citano sentenze recenti di TAR e Consiglio di Stato (TAR Toscana n. 589/2020 e Consiglio di Stato n. 1168/2024) che hanno sospeso piani di abbattimento in assenza di parere ISPRA o istruttoria scientifica. "Il ricorso non è contro la gestione della fauna urbana, ma contro metodi approvati senza dati, senza pareri e in violazione delle procedure previste dalla legge", precisano le associazioni nel comunicato.​

Le associazioni chiedono la sospensione cautelare della delibera provinciale 45/2025 per evitare abbattimenti non giustificati o crudeli, danni all'equilibrio ecologico urbano e rurale e l'applicazione di un atto privo dei requisiti di legge. Sollecitano inoltre l'apertura di un tavolo tecnico con ISPRA, ASL e mondo scientifico per definire soluzioni etiche, efficaci e conformi alla normativa.​

"Agire in deroga alle procedure democratiche significa ledere i principi costituzionali", concludono le associazioni, sottolineando che "la richiesta di sospensione già in essere è un atto di legalità e tutela del bene comune"

Redazione

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