Il sanguinoso conflitto che, dopo l'Unità d'Italia, oppose lo Stato unitario e parte degli ex sudditi del Regno delle Due Sicilie, assumendo i connotati di una vera e propria guerra civile, sarà al centro del prossimo incontro de "La Grande Storia in Biblioteca". Mercoledì 12 novembre alle ore 18, la Biblioteca Astense "Giorgio Faletti" ospiterà lo storico Gianni Oliva, che presenterà il saggio "La prima guerra civile - Rivolta e repressione nel Mezzogiorno dopo l'Unità d'Italia", scritto insieme a Vanni Cornero e Gianfranco Imerito.
Lo scontro, protrattosi dal 1860 fino alla fine del decennio, fu condotto da entrambe le parti in modo durissimo. Alle violenze delle bande ribelli, spesso guidate da ex briganti, lo Stato rispose con la draconiana "Legge Pica", che prevedeva arresti, esecuzioni e rappresaglie sommarie.
Le radici di un conflitto multiforme
"Per comprendere questo delicato momento della storia del nostro Paese bisogna coglierne i caratteri multiformi – spiega Gianni Oliva – Dalla rivendicazione delle terre da parte di plebi impoverite nascono rivolte senza programmi né direzione. Su questa instabilità sociale si innestano bande criminali, agenti borbonici, papalini e reazionari locali che fomentano il caos per destabilizzare il neonato Stato italiano".
La risposta della classe dirigente settentrionale, che ignorava i problemi del Sud e doveva legittimare il nuovo Stato a livello europeo, fu l'impiego massiccio dell'esercito. "Lunghe stagioni di combattimenti – conclude Oliva – che costarono migliaia di morti ad entrambe le parti".
L'incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.















