È stata sospesa nella metà del mese di novembre con motivazione di autotutela la delibera provinciale n. 45/2025 che prevedeva l’abbattimento selettivo dei colombi nel territorio astigiano.
Un obiettivo raggiunto per le associazioni ambientaliste e animaliste, che avevano nei mesi precedenti presentato ricorso in merito. Nonostante ciò, le stesse hanno puntualizzato oggi, durante una conferenza stampa al Foyer delle famiglie, che non considerano la battaglia come conclusa.
“Spero che l’amministrazione si renda conto degli errori non solo politici, ma anche economici commessi” espone Giuseppe Sammatrice del Sequs, che intende continuare a restare vigile in attesa della nuova delibera che sarà emanata.
“Sarebbe stato sufficiente seguire in maniera pedissequa il protocollo dell’Ispra per il censimento e il contenimento dei colombi per non arrivare poi a questo sconto diretto - ha lamentato Paolo Albonetti, zoologo e professore dell’università di Genova - se fossero stati fatti, come si fa in tutta Europa, dei censimenti normali come indicano i protocolli, avremmo avuto un numero, una densità e di conseguenza pensare a come intervenire”. Albonetti ha ricordato inoltre che anche l’abbatterne una grande quantità (come accaduto in questo caso), non impedisce ai superstiti la ripresa di padronanza del territorio in meno di un anno.
Alessia Cavalsani della Lida ha ringraziato il professore per il supporto continuativo fornito: “Voglio anche fare i complimenti a tutti noi perché abbiamo sempre creduto in questa battaglia. Qualunque cosa accadda noi siamo sempre pronti a riproporre la nostra causa perché è fondamentale”.
Una soddisfazione condivisa ma con una nota di amarezza da parte di Roberto Brognano della Leal: “Ritengo ci sia stata arroganza da parte di questa amministrazione. Noi si dall'inizio avremmo voluto un dialogo aperto con loro. È stata scelta la via legale, della giustizia proprio per la mancanza di alcun tipo di confronto”, rimarcando che sarebbe stata necessaria una figura con competenze scientifiche anche a sostegno dell’amministrazione.
Intervenuta infine l’avvocata Virginia Cuffaro, che ha rimarcato la necessità di monitoraggio e presenza solida da parte delle associazioni per controllare l’operato della pubblica amministrazione.
“È stata una mossa saggia da parte dell’amministrazione revocare la delibera, emanare un atto di questo tipo senza il parere dell’Ispra era già stato imprudente”, ha spiegato la legale, che ha chiarito l’attuale mancata lettura del documento, di cui chiederanno un accesso agli atti.
Si può quindi considerare una vittoria quella delle associazioni d’opposizione, che restano comunque all’erta in caso di rilascio di una nuova delibera.














