Attualità - 05 dicembre 2025, 09:34

Giornata mondiale dei diritti umani: la Commissione regionale Pari opportunità, invita a rileggere la Dichiarazione del 1948

Si chiude il 10 dicembre il periodo di sensibilizzazione iniziato con la Giornata contro la violenza sulle donne. L'obiettivo: diffondere il testo della Carta ai più giovani

Il 10 dicembre non è una data come le altre sul calendario civile internazionale. Con la Giornata internazionale dei diritti umani si conclude infatti quel periodo di 16 giorni, iniziato il 25 novembre, interamente dedicato alla sensibilizzazione e alla tutela delle libertà fondamentali, partendo proprio dal contrasto alla violenza di genere. Una ricorrenza che quest'anno la Commissione regionale per le pari opportunità (Crpo) vuole celebrare con un invito preciso: rileggere e diffondere, soprattutto tra le nuove generazioni, le basi della nostra convivenza civile.

Le radici della ricorrenza

La data è stata scelta per commemorare uno spartiacque nella storia moderna: la proclamazione da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuta il 10 dicembre 1948, della Dichiarazione universale dei diritti umani. Un documento rivoluzionario che, per la prima volta, ha sancito i diritti inalienabili che spettano a ogni essere umano, senza alcuna distinzione di razza, colore, religione, sesso, lingua, opinione politica, origine nazionale o sociale. Un patrimonio giuridico e morale che oggi, in un mondo attraversato da nuovi e vecchi conflitti, appare più necessario che mai difendere.

Il ruolo della Commissione

Proprio per garantire l'attuazione di questi principi in Piemonte opera la Commissione regionale per le pari opportunità, organismo previsto dallo Statuto regionale. Tra le sue funzioni principali vi è quella di promuovere il confronto culturale sulla condizione femminile, individuando e combattendo anche le manifestazioni più indirette di discriminazione. In occasione del 10 dicembre, l'organismo ha deciso di puntare sull'educazione, promuovendo la diffusione del testo della Dichiarazione in lingua italiana e inglese. Un gesto simbolico ma potente per ricordare che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”, come recita l’articolo 1, norma cardine insieme al principio di non discriminazione sessuale sancito dall'articolo 2.

Nonostante i passi avanti compiuti dalle Nazioni Unite attraverso convenzioni e risoluzioni per proteggere donne e bambine, la strada verso una piena parità è ancora in salita. L'impegno delle istituzioni, sottolinea la Commissione, deve progredire sfidando pregiudizi radicati, affinché le donne non siano viste solo come vittime di guerra o abusi, ma come vere agenti di cambiamento e sviluppo. Per costruire una società davvero inclusiva è fondamentale che ogni voce possa essere ascoltata e partecipare ai processi decisionali. L'invito rivolto a tutti per questa giornata è quindi quello di attivarsi, partecipando a eventi e dibattiti, perché solo insieme è possibile fare la differenza.

Redazione