Da oggi, primo gennaio 2026 gli italiani che viaggeranno in autostrada dovranno fare i conti con l'ennesimo aumento delle tariffe. Un rincaro dell'1,5% che colpirà la quasi totalità delle concessionarie autostradali italiane, determinato dall'adeguamento all'inflazione programmata per il nuovo anno. Una stangata che arriva nel pieno del periodo del controesodo dell'Epifania e che si tradurrà in costi maggiori per milioni di automobilisti e per il settore dei trasporti.
Il ministero scarica sulla Consulta
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha tentato di scaricare le responsabilità sulla Corte Costituzionale. "La sentenza contraria della Corte Costituzionale ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori", si legge in una nota ufficiale del Mit. Dopo la decisione della Consulta, l'Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) ha stabilito che l'adeguamento tariffario seguirà l'indice di inflazione programmata, fissandolo appunto all'1,5%.
Il Piemonte non sfugge alla stangata
Le autostrade piemontesi non fanno eccezione e vengono investite in pieno dall'ondata di rincari. Tra le concessionarie che applicano l'aumento standard dell'1,5% figurano la SITAF (Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus), la SAV (Società Autostrada Valle d'Aosta-Asti), la SATAP A4 e il tronco A6 della Autostrada dei Fiori. Anche l'Asti-Cuneo, la A33 appena inaugurata dopo 34 anni di attesa e cantieri infiniti, entrerà a far parte del sistema tariffario con l'incremento previsto.
Le eccezioni che confermano la regola
Poche le tratte che si salvano dai rincari. Per le concessionarie Concessioni del Tirreno (tronchi A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza (tronchi A5 e A21) e Strada dei Parchi (A24-A25) non sono previste variazioni tariffarie. Un'eccezione significativa per il Piemonte riguarda proprio il tronco A21 della concessionaria Ivrea-Torino-Piacenza che, come comunicato dal ministero, non subirà aumenti. La Salerno-Pompei-Napoli registra invece l'incremento più alto, con un rincaro dell'1,925%, mentre l'Autostrada del Brennero applica un aumento dell'1,46%.
Il conto per gli automobilisti
L'aumento, seppur contenuto in termini percentuali, si farà sentire sulle tratte più lunghe e sui pendolari che utilizzano quotidianamente l'autostrada. Per chi viaggia abitualmente sulla A32 del Frejus, gestita da SITAF, o sulla rete della SAV che collega la Valle d'Aosta ad Asti, il rincaro dell'1,5% andrà a sommarsi alle tariffe già in vigore dal primo gennaio 2025. L'A33 Asti-Cuneo, che applica un sistema misto di pedaggio chiuso e free flow, vedrà anch'essa adeguate le proprie tariffe unitarie secondo il meccanismo previsto dalla convenzione con il ministero.














