Attualità - 02 gennaio 2026, 12:26

Camere penali: la raccolta firme contro Nordio è una fuga dal voto referendario

Secondo i penalisti la mossa serve solo a posticipare l'appuntamento elettorale

L'iniziativa di raccolta firme contro la riforma della giustizia targata Nordio sta sollevando aspre critiche da parte dell'avvocatura. In una nota ufficiale diramata in queste ore, l'Unione Camere Penali Italiane (Ucpi) prende una posizione netta, definendo l'operazione non come un mero esercizio di democrazia diretta, bensì come uno stratagemma politico volto a modificare il calendario della consultazione.

Il punto centrale della contestazione riguarda lo stato dell'arte dell'iter referendario. I penalisti tengono a precisare che il referendum confermativo sulla separazione delle carriere non è un'ipotesi, ma una realtà giuridica già acquisita: "È stato richiesto ed è stato approvato", si legge nel comunicato. Di conseguenza, secondo l'analisi dell'Ucpi, l'obiettivo reale di questa nuova mobilitazione non sarebbe quello di garantire il voto ai cittadini, quanto piuttosto di "rinviarlo, ad allontanare nel tempo l’appuntamento elettorale".

Dietro questa mossa tattica, secondo la lettura dei penalisti, si celerebbe la consapevolezza delle difficoltà che il fronte del "No" sta incontrando nel Paese. "Chi sostiene questa iniziativa sa di essere oggi nettamente sfavorito nei sondaggi", sostiene l'Unione, interpretando la scelta come un tentativo di guadagnare mesi preziosi sperando che il tempo possa colmare un divario che gli argomenti di merito non riuscirebbero a sanare. Per questo motivo, l'associazione non esita a definire l'operazione senza mezzi termini: "Più che un’azione a favore del referendum, si tratta di una fuga dal referendum, di un tentativo di sottrarsi a un confronto che si teme di perdere", prosegue la nota.

Tuttavia, l'Ucpi non appare preoccupata dalla prospettiva di un allungamento dei tempi, anzi, intravede in una campagna referendaria più estesa un potenziale vantaggio strategico. Avendo più tempo a disposizione, il fronte del "Sì" potrà spiegare con maggiore efficacia ai cittadini la necessità di avere decisioni "affidate a un giudice realmente terzo" e una magistratura finalmente autonoma, "libera dall’egemonia delle correnti". I penalisti si dicono pronti a illustrare come l'attuale assetto rappresenti un modello antiquato e legato a una concezione autoritaria del processo ormai superata.

La nota si chiude ribadendo la totale disponibilità al confronto democratico e sottolineando il paradosso dell'iniziativa avversaria: "Se c’è chi vuole, invece, difendersi dal referendum chiedendo un referendum che già c’è, forse ha sbagliato strada", conclude l'Ucpi.

Redazione