Economia e lavoro - 12 gennaio 2026, 09:39

L’indicazione geografica “Piemonte” sulle etichette delle Doc e Docg: la strategia del sistema vino regionale per i mercati esteri

Il progetto, coordinato da Piemonte Land of Wine, mira a creare un brand regionale riconoscibile a livello internazionale. Se ne discuterà a Torino durante l'edizione 2026 di Grandi Langhe

Francesco Monchiero

Una “denominazione ombrello” per rafforzare l'identità vinicola regionale sui mercati globali. È questa la logica alla base dell'introduzione dell'indicazione geografica “Piemonte” nelle etichette dei vini a Denominazione di Origine, una novità tecnica e strategica già recepita dai disciplinari della maggior parte dei Consorzi di tutela regionali. L'iniziativa, promossa da Piemonte Land of Wine, punta a sfruttare la riconoscibilità del “brand Piemonte” per trainare l'intero comparto, dalle grandi Docg storiche alle denominazioni emergenti, offrendo una chiave di lettura più immediata per i consumatori internazionali.

Un marchio unico per competere nel mondo

Il tema sarà al centro del dibattito durante la prossima edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del vino, la rassegna professionale in programma il 26 e 27 gennaio alle OGR di Torino. L'obiettivo dichiarato è quello di superare la frammentazione che talvolta penalizza l'offerta italiana all'estero. "Spesso, all’estero, consumatori e professionisti riconoscono prima la regione che la singola doc o docg", spiega Francesco Monchiero, presidente di Piemonte Land of Wine. "Piemonte è già sinonimo di grandi vini: strutturare questa percezione e trasformarla in un vero progetto di comunicazione significa dare più forza a tutti". L'operazione non intende sostituire le identità territoriali locali — dalle Langhe al Monferrato, fino all'Alto Piemonte — ma affiancarle con un riferimento geografico chiaro e unitario.

Il modello borgognone e il report internazionale

La strategia si ispira a modelli consolidati come quello dei Grands Jours de Bourgogne, dove la promozione del territorio avviene in maniera corale. Una scelta che sembra trovare riscontro nelle analisi di settore: il recente Golden Vines Report 2025 ha indicato il Piemonte come regione vinicola più promettente per il 2026, posizionandola davanti a competitor storici come Champagne e Toscana.
"Il Piemonte del vino è un sistema straordinario per qualità, storia e diversità, ma oggi più che mai dobbiamo essere in grado di presentarci in modo coordinato", osserva ancora Monchiero. "L’indicazione geografica “Piemonte” nasce per affiancare, non per sostituire, le singole denominazioni, offrendo loro una piattaforma comune di visibilità e di promozione".

Turismo e paesaggio come asset economici

L'operazione si inserisce in un contesto più ampio che lega la produzione enologica alla valorizzazione del territorio, forte anche del riconoscimento UNESCO. "Abbiamo imparato che operare in team fa bene a tutti, alle denominazioni più blasonate come a quelle emergenti", conclude il presidente, sottolineando come la strategia punti a presentare "l’intera potenzialità e la splendida varietà e creatività di un sistema vino Piemonte che è sempre più attrattivo". La modifica ai disciplinari rappresenta il primo passo formale di un percorso che punta a dotare i produttori di uno strumento commerciale in più per affrontare le sfide dell'export nei prossimi anni. "Non si tratta solo di marketing. È anche una visione strategica. Mettere insieme le denominazioni significa essere più incisivi sui mercati lontani e dialogare con interlocutori internazionali in modo più strutturato".

Redazione