Sanità - 12 gennaio 2026, 15:30

Il nuovo ospedale di Cambiano ridisegna la sanità del Castelnovese

Via libera al progetto dell’ospedale unico dell’Asl To 5: dal 2032 una struttura all’avanguardia sostituirà i presidi di Chieri, Moncalieri e Carmagnola, affiancata dalla casa della salute di Castelnuovo

Il sistema sanitario del Castelnovese e, più in generale, dell’area sud-orientale torinese è destinato a cambiare profondamente nei prossimi anni. Il fulcro di questa trasformazione sarà il nuovo macro ospedale di Cambiano, destinato a diventare il riferimento sanitario per oltre 300 mila cittadini e a sostituire gli attuali ospedali di Chieri, Moncalieri e Carmagnola, oggi afferenti all’Asl To 5. Un percorso che si affianca alla realizzazione della casa della salute di Castelnuovo Don Bosco, ormai in fase di ultimazione.

Un passaggio decisivo: il via libera al progetto

Un passaggio fondamentale è arrivato con la conclusione positiva della Conferenza dei servizi, che ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’ospedale unico. Il procedimento, avviato il 29 settembre, ha coinvolto 47 enti e soggetti istituzionali e si è concluso con l’esame di 15 osservazioni, tutte ritenute compatibili e recepite senza modificare l’impianto economico complessivo.

Grazie a questo esito, l’Asl To 5 ha potuto trasmettere il progetto all’Inail, ente finanziatore dell’opera, per l’avvio della fase successiva di verifica. L’investimento previsto è di 302 milioni di euro, inserito all’interno del più ampio piano regionale di rinnovamento dell’edilizia sanitaria.

Un ospedale unico per quattro distretti

Il nuovo presidio sorgerà nel comune di Cambiano e sarà progettato per servire i territori dei distretti di Carmagnola, Chieri, Moncalieri e Nichelino, razionalizzando l’offerta ospedaliera e superando la frammentazione attuale. Per gli abitanti di Castelnuovo Don Bosco e dei comuni limitrofi, che oggi fanno riferimento prevalentemente all’ospedale di Chieri e, per alcune specialità, a quello di Moncalieri, si apre quindi una prospettiva completamente nuova.

L’entrata in funzione della struttura è prevista a partire dal 2032, data che segna l’orizzonte temporale di una riorganizzazione profonda dei servizi sanitari territoriali.

Numeri e caratteristiche della nuova struttura

Il macro ospedale di Cambiano sarà una delle strutture sanitarie più avanzate del Piemonte e tra le prime in Italia progettate integralmente con il supporto dell’intelligenza artificiale, utilizzata per ottimizzare layout, percorsi assistenziali, sostenibilità ambientale e costi di gestione.

Il progetto prevede 470 posti letto, di cui 32 di terapia intensiva, su una superficie sanitaria complessiva di 80.300 metri quadrati. Sono inoltre previste 10 sale operatorie – sette ordinarie, due dedicate alle emergenze e una ibrida – 7 sale parto e 63 ambulatori specialistici. A completare il complesso, un’area parcheggi da 1.200 posti auto, pensata per garantire accessibilità a utenti e operatori.

Un tassello di una riforma più ampia

Il nuovo ospedale di Cambiano si inserisce in una strategia regionale di lungo periodo che punta al rinnovamento delle infrastrutture sanitarie piemontesi, con investimenti complessivi pari a 5 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di coniugare qualità delle cure, sicurezza, innovazione tecnologica e sostenibilità economica, mettendo al centro sia i cittadini sia i professionisti sanitari.

In questo quadro, la casa della salute di Castelnuovo Don Bosco rappresenta un elemento complementare, destinato a rafforzare l’assistenza territoriale e a creare un collegamento funzionale con il futuro ospedale unico.

Un progetto che guarda al futuro

Con il parere favorevole della Conferenza dei servizi e quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ottenuto lo scorso 18 dicembre, il progetto ha superato passaggi cruciali del suo iter. Il nuovo ospedale di Cambiano non è solo un’opera infrastrutturale, ma il simbolo di una sanità che cambia volto, puntando su integrazione, innovazione e razionalizzazione delle risorse.

Per il Castelnovese si apre così una fase di transizione importante, che nei prossimi anni ridisegnerà il modo di accedere ai servizi sanitari, con l’obiettivo di garantire un sistema più efficiente, moderno e capace di rispondere alle esigenze di un territorio vasto e articolato.

Francesca Mezzogori