Attualità - 13 gennaio 2026, 08:47

Pedaggi in autostrada, i rincari di Capodanno restano una ferita aperta: "Con accise e viabilità, l'autotrasporto è in ginocchio"

I rincari interessano anche la Asti- Cuneo che recentemente ha ultimato l’ultimo tratto, dopo una lunga attesa

"Nutrivamo aspettative ben diverse da un Governo che si è sempre proclamato vicino alle imprese". Con queste parole del presidente regionale di Confartigianato, Giorgio Felici, torna a far discutere di sé l'ondata di aumenti dei pedaggi autostradali che è scattata con l'inizio del 2026. A subirne le conseguenze, soprattutto il comparto dell'autotrasporto: quello che usa le autostrade per motivi di lavoro e non può certo farne a meno.

Autostrade e rifornimenti

I rincari interessano la Asti- Cuneo che recentemente ha ultimato l’ultimo tratto, dopo una lunga attesa, la Torino Bardonecchia, la A4 (Torino -Milano) e la A6 (Torino-Savona). In queste tratte l’aumento è dell’1,5%. Ma i pedaggi sono solo un pezzo di un puzzle la cui immagine complessiva è tutt'altro che rassicurante. A salire è anche il costo del carburante: dal 1° gennaio, infatti, è scattato il riallineamento delle accise, con un aumento della tassazione pari a 4,05 centesimi di euro al litro per i diesel e - considerato anche l’Iva - l’impatto complessivo è di circa 5 centesimi al litro.

In pratica, da inizio gennaio un pieno di 50 litri aumenta di circa 2 euro e 47 centesimi. Ipotizzando due rifornimenti al mese, si superano i 59 euro per ogni auto diesel. Considerato anche il precedente aumento scattato nella primavera del 2025, il rincaro complessivo supera gli 80 euro l’anno. "In compenso il taglio delle accise sulla benzina, previsto dalla manovra, è rimasto solo teorico: il calo è stato contenuto, quasi impercettibile", dicono da Confartigianato Piemonte.

Code e problemi senza data di scadenza

A tutto questo si aggiungono i problemi "senza data" che devono affrontare gli autotrasportatori del Piemonte che imboccano l’autostrada per consegnare le merci in Liguria: code infinite, cantieri perenni, viabilità a singhiozzo e rallentamenti. “L’aumento delle tariffe va ad incidere pesantemente sull’autotrasporto, già in difficoltà per i costi di esercizio elevati, le tariffe che non arginano gli oneri delle imprese, il costo del lavoro in aumento e la concorrenza di vettori esteri - commenta Giovanni Rosso, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti - inoltre, i rincari non tengono conto dell’andamento del mercato e della situazione di crisi economica che le imprese stanno attraversando. Questo è l’ennesimo duro colpo per il comparto che ha subito un ridimensionamento del volume d’affari a causa della crisi generalizzata e che sta patendo per la riduzione delle imprese di trasporto locali. Una situazione che mette a rischio le 5.511 imprese artigiane del trasporto del Piemonte, insieme agli oltre 10mila addetti”.

Se il buon anno si vede dall’inizio, allora il 2026 si annuncia tutto in salita, a causa di una serie di rincari che vanno dall’aumento del costo dei carburanti ai ‘ritocchi’ delle tariffe autostradali - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte -. Un ennesimo duro colpo per imprese e famiglie, che si aggiunge al rincaro delle altre voci, quali energia, materie prime e beni del carrello della spesa. Nutrivamo aspettative ben diverse da un Governo che si è sempre proclamato vicino alle imprese. Ma vicino come? A parole, soprattutto in campagna elettorale. Quante volte abbiamo ascoltato promesse sulle ‘accise’ e sul ‘caro autostrade’? Non ci interessano le pacche sulle spalle e neppure ascoltare analisi teoriche sui problemi delle Pmi, quello che ci interessa è veder adottare misure concrete, che possano davvero aiutare le piccole e microimprese a “tenere botta” a congiunture negative”.

Massimiliano Sciullo