L’Asti cade ancora, ma lo fa lasciando in eredità segnali contrastanti. Al “Chittolina” di Vado Ligure, domenica scorsa, i biancorossi escono sconfitti 3-2 dalla capolista, al termine di una gara che ha messo a nudo tutti i limiti di una squadra in grande difficoltà, ma anche uno spirito che nel finale ha mostrato ciò che servirà da qui alla fine per provare a restare in Serie D.
Contro il Vado di Marco Sesia – ex tecnico astigiano tra il 2023 e il 2024 – l’Asti paga a caro prezzo un primo tempo insufficiente, fatto di errori, letture sbagliate e poca ferocia agonistica. Un atteggiamento che mister Buglio non ha esitato a condannare apertamente nel post gara, ai microfoni di Paolo Garassino di Svsport, assumendosi in prima persona la responsabilità del ko.
“Questa sconfitta me la prendo io. Se i giocatori non hanno rispettato quello che ho trasmesso in settimana vuol dire che non ho letto bene il loro atteggiamento. Nel primo tempo non eravamo leoni, e questo mi ha fatto male, malissimo.”
Il Vado costruisce il proprio successo prima dell’ora di gioco, sfruttando qualità, esperienza e – come sottolineato dallo stesso Buglio – anche errori grossolani dell’Asti. Arras sblocca il risultato, De Rinaldis raddoppia e Alfiero cala il tris, mettendo in evidenza la differenza tra una squadra costruita per vincere e una che lotta per sopravvivere.
“I due gol sono arrivati da due errori nostri. Contro una squadra da capolista questi errori non te li puoi permettere. Nei duelli dobbiamo avere più fame, perché se perdiamo i duelli poi è difficile salvarci.”
La partita sembra definitivamente chiusa sul 3-0, anche perché al 69’ arriva l’espulsione di Garcia per doppia ammonizione, episodio che il tecnico biancorosso definisce “banale” e difficile da comprendere sul piano arbitrale.
Eppure, proprio quando tutto sembra perduto, l’Asti cambia volto. In dieci contro undici, i biancorossi ritrovano intensità, cuore e spirito di sacrificio. Il gol del 3-1 nasce da un contrasto tra Larotonda e Bussaglia, con la palla che termina in rete e riapre inaspettatamente il match. Al 93’ Ferrari firma il 3-2, facendo tremare la capolista fino all’ultimo istante.
Una reazione che Buglio salva e rilancia come punto di partenza obbligato.
“Nel secondo tempo, anche in dieci, ho visto i leoni. Ho dovuto cambiare tanto e rimettere la squadra in un’altra maniera, ma quei dieci hanno lavorato tutti. Quello spirito lo voglio vedere sempre, non solo quando sei sotto.”
Il tecnico non cerca alibi, nemmeno sugli episodi arbitrali, pur chiedendo chiarezza sull’ultimo contatto in area.
“Non cerco scuse. Voglio solo vedere l’immagine dell’ultima azione, perché tutti mi dicono che c’era rigore. Ma ripeto: il problema è stato il primo tempo.”
La sconfitta lascia l’Asti penultimo in classifica, davanti alla sola Novaromentin e in piena zona retrocessione diretta. Un quadro reso ancora più cupo dai risultati delle dirette concorrenti, con il Club Milano vittorioso e i biancorossi sempre più inguaiati.
Buglio è netto: non c’è più margine di errore: “Non abbiamo tempo. Questo è il girone di ritorno, non l’andata. Chi non dimostra quello che vuole resta fuori, va in panchina o in tribuna.”
La ricetta è chiara e passa più dalla testa che dalla lavagna tattica.
“Il modulo non serve a niente se entri in campo senza atteggiamento. Servono testa, cuore e fame. Sempre pronti alla battaglia.”
Il Vado resta in vetta, appaiato al Ligorna, confermandosi una corazzata. L’Asti, invece, deve aggrapparsi alla rabbia vista nel finale per provare a invertire una rotta che oggi porta dritta verso l’Eccellenza. Ma, come ha detto il suo allenatore, per salvarsi serviranno solo leoni affamati, a partire dal prossimo match davanti al proprio pubblico, contro la Lavagnese.