Un nuovo modo di concepire l'abitazione, intesa non solo come spazio fisico ma come fulcro di relazioni e responsabilità sociale, è stato al centro del dibattito tenutosi il 15 gennaio alla Sala Opera House di Roma. L'occasione è stata la presentazione del volume "Come fare casa. Abitare cooperativo e architettura dei luoghi domestici", un'opera che sintetizza quindici anni di ricerca e confronto sui temi dell'edilizia cooperativa.
Il libro trae origine dal concorso AAA architetticercasi™, promosso sin dal 2008 da Confcooperative Habitat con il supporto di Fondosviluppo. Attraverso questo percorso, generazioni di giovani progettisti e architetti hanno potuto dialogare con il mondo della cooperazione, con l'obiettivo di ripensare gli spazi abitativi per rispondere alle mutevoli esigenze economiche e sociali della contemporaneità.
In questo scenario di innovazione nazionale, il Piemonte ha giocato un ruolo di primo piano grazie all'esperienza concreta di due realtà storiche aderenti a Confcooperative Piemonte Sud: IN.COOP.CASA e La Tenda. Si tratta di imprese che operano quotidianamente sul territorio promuovendo un modello abitativo attento alla qualità dei luoghi e alle persone. Nello specifico, il contributo piemontese si declina attraverso l'attività di IN.COOP.CASA, storica cooperativa edilizia con sede ad Asti focalizzata sul social housing nell'astigiano, e de La Tenda, realtà di Fossano impegnata nell'inclusione abitativa nella provincia di Cuneo.
Durante l'evento è intervenuto Alberto Anselmo, presidente di IN.COOP.CASA e della federazione Habitat Piemonte, il quale ha rimarcato il valore delle imprese locali impegnate nel settore. "Realtà che in questi anni hanno saputo far crescere la cooperazione sul territorio attraverso iniziative più ridotte, capaci di uscire dagli standard più classici della cooperazione di abitazione ma sempre fedeli ai principi della Carta dell'Habitat a cui ci ispiriamo e che sono coerenti con i temi del volume Come Fare Casa", ha dichiarato Anselmo.
Secondo il presidente della federazione regionale, il volume restituisce l'immagine di un settore vivo, che funge da laboratorio permanente di idee. "L'abitare cooperativo dimostra che è possibile coniugare qualità architettonica, sostenibilità economica e attenzione alle persone, mettendo al centro il diritto all'abitare come elemento fondamentale di equità e innovazione sociale", ha concluso Anselmo.
Sull'importanza del legame con il territorio si è espresso anche Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud, evidenziando come la presenza delle cooperative piemontesi in un contesto prestigioso come quello romano confermi che i territori sono veri motori di innovazione. "Realtà come La Tenda e IN.COOP.CASA raccontano una cooperazione capace di rispondere ai bisogni abitativi con soluzioni concrete, inclusive e a sostegno della comunità", ha commentato Sacco.
La mattinata di lavori ha offerto uno spunto di riflessione sulle sfide future dell'abitare, influenzate da nuove fragilità sociali, cambiamenti demografici e urgenze ambientali. In tale contesto, la cooperazione di abitazione si conferma un attore credibile, capace di unire visione a lungo termine, responsabilità sociale e qualità architettonica.