È stata una serata di profonda intensità emotiva quella andata in scena ieri sera al Teatro Alfieri. Il sipario si è alzato non solo su uno spettacolo, ma su un pezzo di storia culturale della città, celebrando la penna e la passione di Massimo Cotto. Il giornalista, scrittore, autore teatrale e speaker radiofonico astigiano è stato l'anima invisibile ma presente di "Chelsea Hotel", la produzione che ha fatto tappa ad Asti nell'ambito della sezione Altri Percorsi.
A oltre dieci anni dalla sua prima rappresentazione, il testo di Massimo Cotto ha dimostrato di aver mantenuto intatta la sua forza evocativa, trasformando il palco dell'Alfieri nelle stanze del leggendario albergo vittoriano di New York. Lo spettacolo, prodotto da G-RO e diretto con sensibilità da Alessandro Maggi, si è configurato come un ibrido affascinante, un’oscillazione continua tra narrazione e concerto che ha saputo catturare il pubblico astigiano.
A dare voce e corpo alle parole dell'autore sono stati Chiara Buratti, legata a Cotto sia professionalmente che nella vita, e Mauro Ermanno Giovanardi, accompagnati dalle note di Marco Carusino. Insieme, hanno restituito vita agli aneddoti straordinari che hanno reso il Chelsea Hotel un simbolo indiscusso della cultura rock. Il pubblico è stato trasportato in quel luogo di culto laico dove, per una notte o per sempre, sono passate le icone della pop culture mondiale.
Attraverso la scrittura puntuale e appassionata del giornalista astigiano, sul palco si sono incrociati i destini di giganti come Bob Dylan e Leonard Cohen — che proprio lì scrisse la celebre "Chelsea Hotel #2" dopo un incontro con Janis Joplin — ma anche le anime tormentate di Sid Vicious, Jack Kerouac, Tennessee Williams e Charles Bukowski. Un affresco corale che ha incluso anche figure come Patti Smith, Iggy Pop, Jimi Hendrix ed Edith Piaf.
La serata, realizzata dal Comune di Asti in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, non è stata solo un evento teatrale, ma un modo per la città di riascoltare la voce di uno dei suoi più illustri narratori contemporanei, capace di trasformare la storia del rock in letteratura viva.