Attualità - 19 gennaio 2026, 09:55

Un giorno, tre autunni: voci dal carcere femminile di Torino

Appuntamento in Biblioteca Astense per scoprire il libro nato dai laboratori con le detenute

Un corridoio della struttura penitenziaria torinese

L'esperienza della detenzione, con il suo scorrere del tempo dilatato e spesso doloroso, diventa protagonista di un importante appuntamento culturale ad Asti. Sabato 24 gennaio, alle ore 10.30, gli spazi della Biblioteca Astense ospiteranno la presentazione del volume “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”, opera curata da Brunella Lottero e Cinzia Morone ed edita da Paolo Sorba nel 2025.

L'iniziativa, promossa dalle Acli Regionali del Piemonte APS e dal Coordinamento donne Acli Piemonte, in stretta collaborazione con la rete Welcoming Asti, nasce con un obiettivo preciso: portare al "mondo di fuori" il vissuto, l'umanità e il sentire delle detenute. Il libro è infatti il frutto tangibile di una serie di laboratori svolti all'interno della sezione femminile della Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino, rappresentando un ponte ideale tra la società civile e la realtà carceraria.

Il programma della mattinata prevede un dialogo a più voci. Saranno presenti Cinzia Morone, curatrice del testo e direttrice della Biblioteca civica "A. Passerin d’Entréves" di Torino, e la giornalista Laura Mazzoli, che avrà il compito di introdurre brevemente il progetto e le partecipanti. A conversare con la curatrice interverrà Domenico Massano, Garante dei diritti delle persone private della libertà per il Comune di Asti, figura chiave per approfondire le tematiche legate alla tutela e alla dignità in carcere.

Per restituire appieno l'intensità delle parole scritte dalle detenute, una parte dell'incontro sarà dedicata alla lettura delle loro testimonianze, affidata alla voce dei ragazzi e delle ragazze in Servizio civile presso le Acli di Asti. L'evento, a ingresso libero, coniuga cultura e solidarietà: il ricavato dalla vendita delle copie firmate sarà interamente devoluto a sostegno di progetti destinati proprio alla sezione femminile del carcere torinese.

Redazione