Attualità - 23 gennaio 2026, 18:50

“Siamo tutti Pronto Soccorso”: l’indennità divide i lavoratori e spacca i sindacati [VIDEO]

Flash mob anche al cardinal Massaia, ma la Cisl denuncia: "Usato lo striscione della Casa di riposo, la nostra sigla cancellata con lo scotch"

Un flash mob davanti alle Molinette organizzato da Cgil e Uil: “Forte disparità tra mansioni”

"Siamo tutti Pronto Soccorso": è il grido lanciato questa mattina, venerdì 23 gennaio, davanti all’ospedale Molinette di Torino, dove si è svolto un flash mob promosso da Cgil Fp e Uil Fpl.  Nel mirino dei sindacati, la decisione dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi di revocare l’accordo sulle indennità extra, firmato appena pochi giorni fa. Un passo indietro che – denunciano – rischia di spaccare la squadra del pronto soccorso: se per i Tecnici di Radiologia si parla di una possibile parificazione, nulla è stato previsto per Oss, Tecnici di Laboratorio e Amministrativi. 

Venti flash mob in tutto il Piemonte

Lo stato di agitazione è stato proclamato nei giorni scorsi, mentre diversi flash mob sono stati organizzati in una ventina di pronto soccorso in tutta la Regione, tra cui anche ad Asti.

Dall’iniziativa di Cgil e Uil prendono le distanze le altre sigle sindacali. Dalla Cisl Fp, passando per Nursind, Fials e Nursing Up. Un accordo che definiscono “ottimo” e che, spiegano, prevede un’indennità fino a 500 euro fino a 250 euro al mese per gli altri profili.  "È falso affermare che qualcuno ne sia rimasto escluso e che solo gli infermieri ne abbiano beneficiato - spiegano - così come è falso dichiarare che l’accordo sia stato revocato".

Altre sigle all'attacco: "La scritta Cisl cancellata con lo scotch"

Non si è fatta attendere la risposta delle altre sigle sindacali anche nella npstra città.  "Come segreteria Cisl Fp, insieme agli altri sindacati firmatari del Ccnl sanità, abbiamo siglato un accordo storico sull’indennità di pronto soccorso in Regione Piemonte: fino a 500 euro mensili per gli infermieri e fino a 250 euro per gli altri profili. Cgil e Uil, che oggi protestano per questo accordo, non sono state escluse dalla trattativa, semplicemente non sono firmatarie del contratto nazionale e quindi non hanno partecipato. Una norma che loro stessi hanno sempre difeso, fino a quando non li ha riguardati direttamente. Utilizzeremo le nuove risorse previste dalla norma (incremento dell’1% per il triennio 2026-2029) per incrementare ulteriormente le quote destinate ai profili tecnici sanitari e Oss, con attenzione anche al personale del 112. 

Ci pare inoltre di pessimo gusto che Cgil e Uil  abbiano utilizzato lo striscione della vertenza della Casa di Riposo Città di Asti, cancellando Cisl con pennarello e scotch. Un livello veramente basso che mai era stato raggiunto prima di oggi"

La replica della Cgil: "Orgogliosi di non aver firmato"

Abbiamo chiesto una replica ad Arianna Franco, Segretaria Generale della Funzione Pubblica Cgil di Asti, che è entrata nel merito sia delle questioni contrattuali che delle polemiche locali: "La Cisl e le altre sigle sorvolano su un elemento fondamentale: noi rivendichiamo orgogliosamente di non essere firmatari di quel contratto", spiega. "Si tratta di un accordo che non valorizza, anzi depaupera il personale della sanità pubblica, dimenticando in tronco diverse figure professionali".

Secondo la Franco, le misure adottate hanno un sapore puramente "propagandistico". L'indennità di pronto soccorso, così come strutturata, riguarderebbe infatti solo una minima parte della platea totale dei dipendenti, circa il 4%: "L’evidenza che l’impostazione fosse sbagliata sta nel fatto che lo stesso assessore ha dovuto parzialmente correggere il tiro, anche su sollecitazione degli Ordini professionali" prosegue. La critica centrale riguarda l'esclusione di chi lavora fianco a fianco con gli infermieri nell'emergenza-urgenza: "Parliamo di tecnici di radiologia e laboratorio, esposti a rischi biologici elevati, così come degli Oss e degli amministrativi. Questa disparità non fa che dividere le squadre".

Riguardo all'accusa di aver "pecettato" lo striscione della Cisl durante il presidio, la Segretaria smorza i toni, invitando a non perdere di vista i problemi reali dei lavoratori: "Tirare fuori un argomento di questo tipo è un tentativo di sviare l'opinione pubblica dai contenuti veri della vertenza", commenta.

Con un pizzico di sarcasmo, ipotizza poi che la scelta possa essere stata dettata da "motivi ambientali, per evitare di consumare altra plastica", ma torna subito seria sulla sostanza dei rapporti sindacali: "Forse quella cancellazione, nell'ottica di chi l'ha operata, voleva riflettere la scarsa presenza di alcune sigle ai tavoli di contrattazione locali". La questione, precisa infine la Segretaria, è già stata affrontata e chiarita in una comunicazione diretta con la Segreteria della Cisl: "Non abbiamo intenzione di perderci in questi dettagli. Il problema non è uno striscione, ma le condizioni di lavoro e le risorse per il personale, che restano il vero cuore della nostra battaglia".

I commenti

“Una forte disparità di trattamento dovuta a un accordo regionale con altre organizzazioni sindacali - commenta  Roberto De Sio, responsabile di Città della Salute Fp Cgil - questa disparità non fa alche che dividere, anziché unire. C’è uno stress correlato dei professionisti che non ha precedenti. Noi non possiamo permettere questa disparità”.

“Non viene rispettata la dignità professionale - sostiene Michele Cutrì, Uil Fpl - chiediamo un incontro urgente affinchè si possa sanare questa iniquità. Occorre reperire le risorse per sopperire a questa iniquità." Professionisti che, sostengono i promotori dell’iniziativa di oggi, ogni giorno affrontano turni massacranti, aggressioni, carenza di personale e che verrebbero esclusi da ogni forma di riconoscimento economico. 

Redazione