Domani, 25 gennaio 2026, si celebra per la prima volta la Giornata nazionale della prevenzione veterinaria, istituita con la Legge 1° aprile 2025, n. 49, con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione e rafforzare l’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente.
La ricorrenza intende valorizzare il ruolo strategico dei medici veterinari, figure chiave nella tutela della salute pubblica attraverso il controllo delle malattie infettive e parassitarie, la sicurezza degli alimenti di origine animale, il benessere negli allevamenti e la salvaguardia della biodiversità.
Fondamentale è il lavoro svolto lungo tutta la filiera agroalimentare: ispezioni, monitoraggi e piani di prevenzione garantiscono la salubrità di carne, latte e uova, contribuendo anche a ridurre l’uso improprio di farmaci e a contrastare l’antimicrobico-resistenza. In Piemonte i veterinari delle Asl visitano ogni anno quasi 40 milioni di animali destinati alla produzione alimentare e svolgono oltre mille analisi igienico-sanitarie lungo la filiera del latte.
Accanto alla veterinaria pubblica, riveste un ruolo sempre più rilevante anche la medicina veterinaria degli animali da compagnia. Le visite periodiche permettono di individuare precocemente patologie spesso silenziose, migliorando qualità e aspettativa di vita di cani, gatti e altri animali domestici. L’informazione ai proprietari favorisce inoltre comportamenti responsabili come l’identificazione con microchip, la sterilizzazione e il rispetto delle esigenze etologiche.
Tra le attività di eccellenza in Piemonte spiccano i controlli di sicurezza alimentare “dal campo alla tavola”, la gestione della fauna selvatica – con particolare riferimento alla lotta alla Peste Suina Africana, diventata un modello a livello nazionale – e la gestione dell’anagrafe degli animali d’affezione, strumento essenziale per contrastare l’abbandono.
Determinante anche la collaborazione tra la Regione Piemonte e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che consente l’utilizzo di avanzate tecniche di analisi genomica per individuare e tracciare in tempo reale i virus, anticipando eventuali focolai.
I numeri raccontano l’impatto del sistema veterinario regionale: circa 3.000 veterinari iscritti agli Ordini provinciali, di cui 450 operano nella sanità pubblica e nella ricerca, mentre 2.550 lavorano nella clinica degli animali da compagnia, negli allevamenti e nelle imprese del settore agroalimentare. Ogni anno vengono effettuati oltre 5.000 controlli sul benessere animale, 28 mila accessi in stalla e rilasciati più di 25 mila certificati sanitari per l’export dei prodotti piemontesi.