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Scuola | 02 febbraio 2026, 13:00

Asti, la legalità si insegna con i fumetti: 200 studenti coinvolti nel progetto

Comune, Libera e Scuola del Fumetto insieme per educare i giovani attraverso il linguaggio delle vignette. Galvagno: "Investiti 18mila euro, quasi tutti destinati alle scuole"

Le immagini della presentazione (Merphefoto)

Le immagini della presentazione (Merphefoto)

Duecento studenti, dieci classi, quattro scuole coinvolte. Sono i numeri del progetto sulla legalità che il Comune di Asti ha lanciato in collaborazione con Libera e la Scuola del Fumetto, utilizzando un linguaggio innovativo per avvicinare i giovani a temi cruciali come giustizia sociale e rispetto delle regole.

L'iniziativa, presentata nei giorni scorsi, è finanziata dal Ministero dell'Interno attraverso il fondo per la promozione della cultura della legalità. Come ha spiegato l'assessore Marco Galvagno: "Abbiamo un fondo da circa 18mila euro e praticamente la maggior parte di questi soldi vanno nelle scuole, direi quasi la totalità. L'importante è questo: in Giunta ci siamo detti dove andiamo a investire di più? Nei giovani, perché secondo noi è nei giovani e con i giovani che si può fare il migliore lavoro".

Il sindaco Maurizio Rasero ha sottolineato l'importanza di utilizzare strumenti comunicativi vicini ai ragazzi: "Penso che sia stata una scelta azzeccata utilizzare il linguaggio del fumetto, che è un linguaggio più moderno, più diretto, riesce ad andare a prendere anche coloro che magari non sono interessati da letture, che non gli interessa sentirsi una romanzina". E ha aggiunto: "Per quanto mi riguarda, nel mio ruolo di sindaco, legalità è cercare di far sì che tutti possano avere gli stessi diritti, che tutti possano farsi le stesse ragioni, che a nessuno sia precluso un percorso di vita a discapito di altri".

Al percorso Common sulla prevenzione alla corruzione le classi  2S e 2T del Castigliano di Asti e le classi 3 e 4 dell’Enaip di Asti. Partecipano invece ai laboratori della Scuola del fumetto le classi 2A 2C e 3 C Jona, la classe 3 della scuola Best, le classi 3A 3B 3C e 4A del Penna e le classi 1 e 2 della Scuola San Carlo di Asti. Complessivamente il progetto coinvolge più di 300 studenti delle scuole astigiane

 Come ha spiegato la fumettista Elena Pianta: "Abbiamo usato dei fumetti sul tema della legalità, in particolare eroi della mafia come Peppino Impastato e Don Puglisi. Leggiamo insieme le storie e cerchiamo di focalizzarci non tanto su quali sono le regole da rispettare, ma soprattutto sul perché farlo". Gli studenti, guidati da fumettisti professionisti come Paolo Moise, Sergio Ponchione e Stefania Caretta, realizzeranno vignette e tavole che confluiranno in una mostra finale prevista per maggio.

Il secondo filone è affidato a Scuola Common, realtà formativa legata a Libera e al gruppo Vele con oltre quindici anni di esperienza, con le formatrici Elisa Orlando e Carlotta Bertolucci. Così è stato illustrato il metodo di lavoro: "Lo scopo è lavorare sulla prevenzione alla corruzione. La parola prevenzione è il comune denominatore di questa progettualità. Prima di arrivare a una visione repressiva noi dobbiamo lavorare perché ci sia una scelta di evitamento di certi comportamenti, quindi lavorare per creare una sensibilità, una cultura della trasparenza della legalità intesa proprio come scelta di vita, non tanto come obbedisco a delle regole".

Le attività proposte da Scuola Common, che ha vinto numerosi bandi internazionali, si basano su una didattica innovativa: "I ragazzi imparano a osservarsi. La parte principale è una visione del tipo 'mi guardo dentro e cerco di capire quali sono i miei momenti in cui il mio potere come cittadino, come persona, viene agito in modo positivo e quando invece questo potere io rischio di usarlo male'. Le attività sono inizialmente ludiche, attive, c'è una didattica corporea che porta i ragazzi a fare esperienza, si muovono per gli spazi". Il progetto utilizza anche strumenti digitali come la piattaforma momo.eu, che ha vinto premi internazionali e serve alle classi per imparare il monitoraggio civico.

E' stata sottolineata la risposta entusiasta delle scuole: "Le iscrizioni, le richieste di partecipare sono state tante, proprio tante. Abbiamo dovuto lasciare fuori alcuni e questo è un buon segnale perché vuol dire che c'è una grande sensibilità dei docenti su questo tipo di didattica di prevenzione. Abbiamo fatto la scelta di interpellare scuole trasversalmente di tipologie diverse: istituti professionali, istituti tecnici, scuole medie, realtà di formazione professionale. Non vogliamo un messaggio che vada alla scuola d'élite ma volevamo proprio dare a chi ne aveva voglia la possibilità di partecipare. È la perfetta sinergia tra le istituzioni, quelle che hanno un certo tipo di visione educativa, la parte organizzativa fondamentale e i docenti. Questi giovani sono qualcosa di bello che ti sorprende e che per chi fa scuola tutti i giorni rappresentano un motivo buono per cui volontariato, istituzioni e scuola si possono e si debbano mantenere in sinergia. È un'esperienza assolutamente da rifare".

Simone Barbiero, co-referente provinciale di Libera, ha evidenziato: "Se alle forze di polizia spetta l'attività repressiva, all'associazionismo e alle istituzioni spetta la parte preventiva. Portare due progetti così diversi per un fine unico vuol dire offrire varietà nel trattare lo stesso argomento: antimafia sociale e giustizia sociale".

L'iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di eventi sulla legalità, tra cui la doppia visita ad Asti di Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che incontrerà le scuole al palazzetto e successivamente l'università. Come ha sottolineato Galvagno: "È un dato importante che ad Asti non ci siano stati episodi neanche velatamente intimidatori. Questo ci ha permesso di utilizzare i fondi per la promozione della legalità".

Paolo Moise, fumettista coinvolto nel progetto, ha raccontato la sua esperienza con entusiasmo: "Mi stupisco quando sento dire che i bambini stanno tutti uguali. Sono diversissimi, hanno una mente affilata come una spada da samurai. Ci fanno delle domande, si impegnano, disegnano. Poi ci sono i disegnatori in erba e gli sceneggiatori in erba che quando alzano la mano cominciano già a fare una sceneggiatura".

Un ringraziamento particolare va alla Prefettura di Asti che ha coordinato  con sensibilità e interesse il tavolo completato dall'amministrazione di Asti e da rappresentanti del coordinamento di Libera Asti.

Alessandro Franco

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