Negare il diritto di voto ai cittadini fuori sede in occasione del referendum del 22 e 23 marzo rappresenta una scelta politica grave, discriminatoria e profondamente antidemocratica. È questo il messaggio al centro del presidio organizzato dalla Cgil questa mattina in Piazza Alfieri, ad Asti, sotto la Prefettura.
L'iniziativa ha visto la partecipazione di Luca Quagliotti, segretario della Cgil di Asti, e Mirko Oliaro, segretario della Cgil di Alessandria, che hanno denunciato l'esclusione dal voto di migliaia di persone — studenti, lavoratori, cittadini costretti a vivere lontano dal proprio comune di residenza — che, in assenza di strumenti adeguati, si vedono di fatto privati di un diritto costituzionale fondamentale.
"Chiederemo al prefetto di farsi interprete presso il governo per garantire il voto alle migliaia e migliaia di giovani che sono in giro per studiare, i cosiddetti fuorisede, ma anche ai lavoratori che purtroppo, per poter lavorare, sono dovuti andare via dall'Astigiana", ha spiegato Quagliotti. "È una questione di democrazia. Il voto a distanza per i fuorisede è già stato sperimentato alle scorse elezioni referendarie, ha avuto un ottimo risultato con una buona partecipazione. Crediamo che il diritto di voto debba essere garantito a tutti, soprattutto in un paese in cui ormai vota meno del 50% delle persone".
Il segretario astigiano ha sottolineato come, pur in assenza del quorum, sia fondamentale che tutti i cittadini possano esprimersi su una riforma che tocca la Costituzione. "La Costituzione non è di destra o di sinistra, è l'atto democratico che regola le regole del nostro paese. Anzi, per essere precisi, la Costituzione non è sicuramente fascista", ha aggiunto.
Sul merito del referendum, la Cgil è entrata nel comitato per il "no" con motivazioni ben precise. "Questa è una riforma che non serve a migliorare i temi della giustizia", ha dichiarato Quagliotti. "Oggi c'è un solo Csm, domani ce ne saranno due: uno per i magistrati giudicanti e uno per gli inquirenti, più un'altra corte che giudicherà ancora. Una moltiplicazione di costi che non renderà assolutamente efficiente la giustizia. In più, se si voleva diminuire il ruolo dei pubblici ministeri all'interno del Csm, in realtà si fa l'esatto opposto: due terzi di chi siederà nel consiglio superiore della magistratura saranno Pm, quindi si dà loro ulteriormente più peso".
Mirko Oliaro, segretario della Cgil di Alessandria, presente ad Asti in supporto alla sezione locale, ha ribadito la richiesta al prefetto: "Chiediamo semplicemente di farsi portavoce di un disagio che abbiamo riscontrato da parte dei giovani in particolare, ma di tutti i fuorisede, rispetto a questa decisione per noi assurda di impedire loro un esercizio democratico quale il voto a due referendum che andranno a normare un pezzo importante dell'autonomia della magistratura. È assolutamente necessario estendere la democrazia garantendo la partecipazione al voto a tutti i fuorisede, cosa che invece questo governo non ha fatto".