La recente diffusione dei dati relativi alla ricerca Uil sul costo della Tari ha acceso il dibattito politico cittadino. Se da una prima lettura dei titoli apparsi sulla stampa locale emergeva un quadro parzialmente positivo, con un calo della tariffa del 2% e un confronto favorevole rispetto a città costose come Pisa, l'analisi approfondita dei numeri suggerisce una realtà ben diversa. A sollevare dubbi è Gianfranco Miroglio, consigliere di Europa Verde - Verdi Asti, che invita a guardare oltre le percentuali isolate per concentrarsi sul posizionamento complessivo della città.
Secondo Miroglio, un esame attento dei dati tratti da Cittadinanzattiva rivela uno scenario preoccupante. Su 110 capoluoghi di provincia italiani, Asti si colloca all'89esimo posto tra le città più care. Sebbene esistano realtà dove la tassazione è superiore, come Napoli o Genova, ci sono ben 88 capoluoghi dove la spesa è decisamente inferiore. Il confronto con l'eccellenza è impietoso: a Cremona, prima in classifica, una famiglia di tre persone spende 196 euro all'anno, contro i 469 euro registrati ad Asti.
Il divario diventa ancora più evidente se si analizza il contesto regionale. "Tutto il Piemonte, ad esempio, spesso spende la metà", osserva Miroglio, sottolineando come Asti resti significativamente più onerosa rispetto alla media regionale e nazionale. I numeri parlano chiaro: a Novara il costo per famiglia si attesta sui 254 euro, a Cuneo 249 euro e persino a Torino, grande metropoli, la cifra si ferma a 377 euro. Nella classifica Uil sulla Tari complessiva, la posizione di Asti peggiora ulteriormente, scivolando al 95esimo posto.
Tuttavia, l'allarme lanciato dai Verdi non si limita all'aspetto economico, ma investe la gestione strutturale del ciclo dei rifiuti. I dati evidenziano una raccolta differenziata in calo del 2,82% rispetto al 2019, un trend che posiziona Asti tra le ultime realtà del Nord Italia. Tra il 2023 e il 2024, oltre 80 comuni della provincia su 117 hanno registrato perdite percentuali nella differenziata.
Un altro indicatore critico riguarda la produzione di rifiuti indifferenziati. Nonostante la produzione totale di rifiuti sia bassa — dato che per Miroglio "rende evidente la crisi economica, non la sostenibilità", — ogni abitante produce 162,99 kg di indifferenziata, ben oltre il limite massimo di 126 kg imposto dalla Regione. A questo quadro si aggiungono le criticità legate a una delle maggiori evasioni Tari del Piemonte, le multe pagate dai Comuni e le contestazioni del consorzio Corepla sulla pessima qualità del materiale differenziato raccolto.
La conclusione del consigliere è netta: "È davvero difficile non valutare la situazione della gestione dei rifiuti ad Asti come uno dei più gravi problemi della nostra città", richiamando l'amministrazione a una presa di coscienza urgente su un sistema che appare in sofferenza sia sul fronte dei costi per i cittadini che su quello dell'efficienza ambientale.