Vacanze Astigiane - 05 febbraio 2026, 18:00

Vacanze Astigiane tra le tre Gipsoteche in Luce

Oggi invito tra i gessi di tre musei, messi in rete sotto il nome di “Gipsoteche in Luce”, a Nizza Monferrato, a Monastero Bormida e a Bistagno

Il progetto di un polo museale composto da tre gipsoteche è una di quelle belle storie di valorizzazione culturale per lo sviluppo sostenibile dei territori che è missione della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ne ha finanziato lo sviluppo con il Bando In Luce. 

Creazione e valorizzazione di un distretto turistico ad alta specializzazione e competenza storica e tecnica nella lavorazione del gesso, utilizzato, nella maggioranza dei casi, per produrre modelli di grandi opere scultoree, riportando in luce, nel contempo, le storie di tre artisti: Claudia Formica, nata a Nizza Monferrato nel 1903, Edoardo Rubino, nato a Torino nel 1871, e Giulio Monteverde, nato a Bistagno nel 1837. Polo dell’arte del gesso, di cui fanno parte le gipsoteche a loro dedicate: “Claudia Formica” presso il Palazzo Crova di Nizza Monferrato, aperta nel 2023, “Edoardo Rubino”, inaugurata nel castello di Monastero Bormida, nel 2024, e la Gipsoteca “Giulio Monteverde” del Comune di Bistagno, in provincia di Alessandria, a due passi da Monastero Bormida e dall’Astigiano, che occupa sette sale al primo piano di Palazzo Leale, edificio costruito a fine Ottocento per ospitare le scuole locali. Tre posti unici che permettono di cogliere l’estetica di tre periodi della storia italiana, dalle guerre d’Indipendenza fino al secondo dopoguerra, passando attraverso il ventennio. E’ proprio brutto rappresentare la nostra storia con il solo fulcro bellico, ma credo che tutti e tre gli artisti ne avrebbero fatto a meno. A noi comunque restano bella arte da ammirare e l’occasione di girare in lungo e in largo tre borghi d’alto fascino, così diversi tra loro, gesso a parte. 

Potreste allora cominciare dalle opere di Claudia Formica, artista nata in una famiglia benestante di Nizza Monferrato. Il suo esordio nel 1926 con un’eterogenea serie di opere scultoree variamente legate al territorio d’origine, poi ingaggiata dalla Manifattura Lenci che cercava bravi scultori per una nuova linea ceramica. Tra le sue opere più significative il monumento al Carabiniere presso la caserma Cernaia di Torino, la Fontana della Giovinezza di Poirino, il monumento alla Resistenza di Rivoli. Continuò a scolpire per tutta la vita e, con gli anni, il suo studio divenne stracolmo di gessi, bronzi e terrecotte, diversi dei quali esposti nel museo nicese a lei dedicato.

A solo una ventina di chilometri vi aspetta poi la Gipsoteca "Edoardo Rubino" di Monastero Bormida, ospitata nell’antico monastero, fondato intorno al 1050 dai benedettini, trasformato nel XV secolo in fortificazione difensiva dei Del Carretto. Il museo ospita preziose sculture di Rubino, torinese, con incarichi di rilievo in concomitanza delle grandiose Esposizioni che, a cavaliere tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, fecero di Torino una capitale della cultura contemporanea. Per l’Esposizione generale italiana del 1898 realizzò alcuni gruppi scultorei della Fontana dei Mesi al Valentino, mentre per l’Esposizione Universale di Arte decorativa moderna che si tenne nel 1902, sempre al Valentino, modellò i gruppi colossali de La Pittura, La Scultura e La Danza. Da lì tutto in discesa per Rubino con una serie ininterrotta di commissioni per prestigiosi monumenti, di incarichi e di onorificenze, a cui seguì anche un ruolo importante nella politica culturale cittadina, fino ad essere eletto Senatore del Regno. Autore di monumenti iconici come il colossale Faro della Vittoria sul Colle della Maddalena. Nel suo ultimo studio, presso la palazzina di via Asti a Torino, si accumularono negli anni i numerosi modelli in gesso delle sue invenzioni statuarie, che sono oggi in parte ammirabili nell’esposizione di Monastero Bormida, dopo l’acquisto dagli eredi da parte della Regione e la destinazione ad un luogo di valore dove dar loro visibilità.

Ultima tappa a Bistagno, meno di cinque chilometri da Monastero, per scoprire l’arte di Giulio Monteverde, nato a Bistagno, da una famiglia che, all’epoca, risiedeva a Monastero Bormida. Affermato professionista, già poco più che ventenne, sfornò negli anni opere ed opere che ne consacrarono la fama internazionale e ne fecero un protagonista di punta della scultura italiana post-unitaria. Fama che lo portò ad aprire uno studio a Roma, in un elegante villino in piazza Indipendenza, dove, in due “magnifici saloni”, si raccoglievano i numerosi modelli preparatori in gesso delle sue sculture. Modelli da rimirare nella gipsoteca di Bistagno. 

Davide Palazzetti


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