Si è conclusa poco fa davanti al gip Tirone del tribunale di Alessandria l’udienza di convalida dell’arresto di Alex Manna, il 20enne di Montegrosso colpevole della morte della 17enne Zoe Trinchero. All’uscita dall’aula, l’avvocato difensore Patrizia Gambino ha confermato che il suo assistito ha scelto la facoltà di non rispondere, spiegando che Manna ritiene di aver già fornito la sua versione dei fatti durante la lunga confessione resa al pm Giacomo Ferrando nella caserma dei carabinieri di Nizza Monferrato, poche ore dopo l’omicidio. “Non ho più nulla da aggiungere”, ha dichiarato.
L’avvocato Gambino ha inoltre precisato che, al momento, a Manna non è stato contestato il reato di femminicidio, introdotto recentemente e punito con l’ergastolo, ma l’accusa resta quella di omicidio aggravato. Non è ancora stato chiarito il movente dell’efferato delitto. Il gip si è riservato sulla decisione.
Zoe Trinchero, 17 anni, era stata trovata senza vita nel greto del Rio Nizza con evidenti segni di percosse, tumefazioni al volto e lesioni al collo, secondo quanto riportato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Asti e della Compagnia di Canelli. Le indagini hanno rilevato fin da subito contraddizioni nelle dichiarazioni di Manna, che avrebbe cercato di depistare le indagini attribuendo la colpa a un terzo. Pressato dagli elementi raccolti, il giovane ha poi confessato.
La salma di Zoe resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia, che chiarirà l’esatta dinamica della morte