A un anno esatto dall’insediamento del direttore generale Giovanni Gorgoni al vertice dell’Azienda Sanitaria di Asti, il Partito Democratico traccia un bilancio tutt’altro che positivo dell’operato della nuova dirigenza. Quella che doveva essere una nomina di svolta per risollevare le sorti di un’azienda segnata da troppi cambi al vertice, secondo il Gruppo Sanità del PD locale, non ha ancora prodotto i risultati sperati.
I dem denunciano una diffusa percezione di impoverimento dell'offerta sanitaria locale: "La sensazione del cittadino astigiano è stata addirittura che, di fronte alle già evidenti difficoltà del sistema sanitario nazionale, l’ospedale di Asti subisse un voluto declassamento a vantaggio di altri ospedali limitrofi", si legge nella nota diffusa dal partito.
Il vuoto nella direzione sanitaria e il malessere del personale
Tra le criticità amministrative più urgenti, il PD punta il dito contro la mancata nomina di un direttore sanitario a tempo pieno per il presidio ospedaliero. Attualmente, il ruolo è ricoperto da un facente funzione che si divide con altre attività, una situazione che, secondo l'opposizione, lascia l'unico ospedale di riferimento della provincia privo di una guida operativa focalizzata sulle complesse problematiche quotidiane.
A questo si aggiunge un clima interno definito "poco sereno". Le tensioni tra i dipendenti sarebbero state alimentate non solo dall'annosa carenza di organico, ma anche da recenti "imposizioni della direzione generale in materia di orario di lavoro, introdotte forzatamente e poi velocemente cancellate", che avrebbero generato caos e malcontento tra gli operatori.
Liste d'attesa e il caso Dermatologia
Sul fronte dei servizi al cittadino, le preoccupazioni si concentrano sul reparto di Dermatologia, descritto ormai come ridotto a semplice ambulatorio e incapace di garantire persino le visite urgenti a causa dell'esiguo numero di medici. Un depotenziamento che costringe l'utenza a rivolgersi altrove. I dati sulle liste d'attesa, inoltre, non confortano: il PD sottolinea come, in vista del 2025, l'Asl di Asti si sia posizionata ultima in Piemonte per il numero di prestazioni aggiuntive pianificate per abbattere i tempi di attesa.
I ritardi sul Pnrr e l'incognita Valle Belbo
Il capitolo edilizia sanitaria solleva ulteriori interrogativi. Sotto la lente finisce la ristrutturazione dell'ex Maternità: i rallentamenti subiti avrebbero compromesso l'utilizzo dei fondi PNRR originali. Sebbene la Regione abbia assicurato coperture alternative, il PD teme che la trasformazione in Ospedale di Comunità possa risultare incompleta o tardiva, segnando "una sconfitta per tutto il territorio astigiano".
Mentre il capoluogo attende ancora l'attivazione dell'Hospice, per il nuovo Ospedale della Valle Belbo si profila la fine dei lavori per la prossima estate. Tuttavia, il PD chiede chiarezza immediata su aspetti pratici fondamentali: "Sarebbe interessante conoscere, da subito, il piano di investimenti degli arredi e delle attrezzature e il cronoprogramma dei trasferimenti". Il timore è che, dopo trent'anni di attesa, la struttura rimanga una scatola vuota per tempi indeterminati.
Il comunicato si chiude riconoscendo la bontà del progetto "Le palestre della memoria" per gli anziani, ma ribadisce che le sfide di un'azienda sanitaria richiedono ben altro spessore. "Questa provincia ha già provato direzioni generali inconsistenti, crediamo che questa volta il dott. Giovanni Gorgoni starà al passo con le aspettative", concludono dal Gruppo Sanità PD.