L'allarme arriva da un'indagine del Corriere della Sera: nel solo 2024 429 imprese italiane sono state acquisite da investitori esteri, spesso per mancanza di capitali o per difficoltà legate al passaggio generazionale. Un fenomeno che, secondo i consiglieri comunali di minoranza di Asti, rischia di minare l'autonomia produttiva, la stabilità occupazionale e la tenuta stessa del tessuto economico locale.
Per questo hanno presentato un ordine del giorno che impegna il sindaco e la Giunta a istituire un "Tavolo Permanente per lo Sviluppo Economico e la Tutela del Lavoro".
Il documento, che porta la firma dei consiglieri di opposizione, muove da una premessa chiara: le acquisizioni straniere possono portare opportunità, ma senza politiche di accompagnamento e dialogo rischiano di tradursi in perdita di sovranità produttiva e di posti di lavoro. E il territorio astigiano, con il suo ampio spettro di PMI, cooperative e imprese familiari, rappresenta un patrimonio economico e sociale troppo prezioso per essere lasciato senza strumenti di difesa e rilancio.
Un luogo di confronto stabile e partecipato
Il Tavolo, coordinato dal Comune di Asti, dovrebbe riunire rappresentanti delle imprese (con particolare attenzione a PMI, filiere strategiche e manifatturiere), organizzazioni datoriali come Confindustria, CNA e Confcommercio, istituti di credito, Università, enti di formazione, Provincia, Regione e, soprattutto, le organizzazioni sindacali e le parti sociali. L'obiettivo è costruire un confronto strutturato e continuativo, capace di trasformare la gestione dell'emergenza in pianificazione strategica condivisa.
Ascolto, proposte, relazioni
Il primo passo sarà la definizione congiunta di un questionario e un ciclo di ascolto attivo delle imprese locali, per mappare bisogni, criticità burocratiche, esigenze di innovazione, accesso al credito e prospettive occupazionali. Seguiranno incontri trimestrali con resoconti pubblici e proposte operative per elaborare progetti di investimento locali, attrarre capitali sostenibili e favorire la formazione continua dei lavoratori.
Entro sei mesi dall'approvazione dell'ordine del giorno, la Giunta dovrà presentare al Consiglio Comunale una relazione che raccolga le richieste delle aziende, le proposte di intervento condivise dal Tavolo e le eventuali iniziative da sottoporre a Provincia, Regione e Governo. Il testo è già sostenuto dall'adesione dei consiglieri di minoranza.