Sanità - 12 febbraio 2026, 10:04

Al Cardinal Massaia di Asti rinnovata la brachiterapia

L’ospedale astigiano è uno dei cinque centri di riferimento regionali e l’unico in Piemonte per il trattamento del labbro. Tecnologie all’avanguardia e team multidisciplinare al servizio dei pazienti oncologici

C’è una buona notizia che arriva dall’ospedale Cardinal Massaia di Asti. La struttura ha recentemente rinnovato e potenziato il proprio servizio di brachiterapia, metodica radioterapica di precisione utilizzata nel trattamento di tumori ginecologici, della cute, del labbro e dell’esofago. Un’eccellenza che colloca Asti tra i cinque centri di riferimento del Piemonte – insieme a Sant’Anna di Torino, Novara, Cuneo e Candiolo – e che lo rende l’unico in regione a effettuare la brachiterapia interstiziale del labbro, trattamento esclusivo per pazienti inoperabili per età o condizioni cliniche.

La tecnica, praticata con continuità sin dal 1990, è stata aggiornata con l’acquisizione di un nuovo macchinario, software di calcolo, applicatori per trattamenti ginecologici e accessori di ultima generazione. "Abbiamo messo a disposizione dei cittadini apparecchiature all’avanguardia", spiega Maria Tessa, direttore della Struttura complessa di Radioterapia. "La dose di radiazioni è molto concentrata e localizzata al tumore, mentre i tessuti sani circostanti ricevono dosi bassissime".

Numeri, tecnologie e competenze

Ogni anno, una media di settanta pazienti afferisce al Centro, con percorsi articolati su più sedute. Tutti i trattamenti sono gestiti dall’equipe di Radioterapia in stretta sinergia con il team di Fisica Sanitaria diretto da Simonetta Amerio, cui spetta la vigilanza su qualità, sicurezza e precisione delle apparecchiature. La qualità dei trattamenti è stata recentemente certificata anche dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA). A ciò si aggiungono due nuovi acceleratori lineari, acquisiti grazie ai fondi PNRR.

Un lavoro di squadra al centro del paziente

La brachiterapia, infatti, non è solo tecnologia. È soprattutto multidisciplinarità: per i tumori ginecologici, l’inserzione degli applicatori avviene in sedazione con il supporto di Anestesia e Rianimazione e della Struttura Semplice di Oncologia Ginecologica; per i tumori del labbro, il percorso prevede il ricovero in Chirurgia Maxillo-Facciale e l’anestesia locale prima dell’impianto interstiziale.

"La multidisciplinarità rappresenta il vero valore aggiunto della brachiterapia", sottolinea il direttore generale dell’Asl AT, Giovanni Gorgoni. "Nasce una squadra che unisce competenze, sensibilità e visione comune, mettendo al centro la persona".

L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha commentato: "Il potenziamento della brachiterapia conferma il ruolo di eccellenza del Cardinal Massaia nella rete oncologica piemontese. Un ringraziamento alla Direzione e a tutti i professionisti coinvolti".

Redazione