Quale rapporto intreccia la memoria e l’oblio? È la domanda al centro di "Lete e Mnemosine: memoria e oblio", la nuova mostra del progetto artistico Ars Animae, in programma dal 21 febbraio al 1° marzo 2026 presso la sala della Promotrice delle Belle Arti in piazza Alfieri 29 ad Asti. L'esposizione, coordinata da Simone Febo Trovò Santi, è il terzo appuntamento dedicato al dialogo tra arte e mito, e punta i riflettori su due figure emblematiche della tradizione classica: Mnemosine, Titanide della memoria e madre delle Muse, e Lete, divinità dell'oblio.
Passando dal mito alle tradizioni orfiche, le personificazioni del ricordo e della dimenticanza si mostrano contrapposte, ma complementari, in un perfetto equilibrio che permette all'uomo di apprendere dal passato senza esserne vincolato.
Ed è proprio in questa dualità che si manifesta l'importanza dell'arte, di cui Mnemosine è figurativamente la madre: in ogni momento l'arte si fa non solo veicolo di tradizioni, pensieri e tecniche, ma si rende anche istante fuori dal tempo nel quale scordarsi della propria quotidianità.
A dare forma alle due divinità saranno quindici artisti: Antea, Giulia Porello, Edoardo Carlo Massasso, Hiris Kay, Nazario Olivieri, Chiara Maria Giorgio, Marco Meucci, Simone Febo Trovò Santi, Renzo Riva, Elisabetta Testa, Gianluca Conte, Andrea Di Bartolo, Stefano Verdesca, David Acosta Tovar.
L'inaugurazione è prevista per sabato 21 febbraio alle ore 16, e sarà allietata dalla lettura di poesie di Renata Sorba. "Come ci insegnano Lete e Mnemosine", aggiunge Simone Febo Trovò Santi, "l’arte permette al visitatore di vivere un tempo sospeso tra ricordo e oblio e noi auguriamo ai nostri visitatori di liberarsi per qualche momento dei propri fardelli".