Cultura e tempo libero - 17 febbraio 2026, 09:58

L'ironia per raccontare il conflitto: al teatro civico di Costigliole d’Asti va in scena "Cosa resta della guerra"

Sabato 21 febbraio il sipario si alza su una commedia brillante scritta da Sergio Di Grado

 Un viaggio tra sorrisi e riflessioni profonde dove il ricordo bellico diventa un pretesto per esplorare l'umanità.

Il palcoscenico del teatro civico di Costigliole d’Asti si prepara ad accogliere, sabato 21 febbraio, una serata dove la memoria storica si intreccia con la leggerezza della commedia. Alle 21 va in scena “Cosa resta della guerra”, una pièce che promette di scuotere le coscienze senza rinunciare al sorriso. 

Lo spettacolo, nato dalla penna di Sergio Di Grado, propone una narrazione corale capace di trasformare un tema universale e drammatico in un racconto brillante e ricco di umanità.

Un cast corale per un racconto brillante

Sotto la sapiente regia di Loris Mosca, la scena prenderà vita grazie a un affiatato gruppo di interpreti: insieme allo stesso Sergio Di Grado, saliranno sul palco Daniela Demaria, Ileana Pastrone, Matteo Amerio e Cristina Caputo.

 La forza dello spettacolo risiede proprio nel ritmo incalzante e nella capacità degli attori di alternare momenti di pura ironia a passaggi che invitano a guardare oltre la superficie dei segni lasciati dai conflitti. 

La guerra non viene mostrata solo come cronaca di eventi, ma come un’esperienza che modella l'anima della società.

Cultura accessibile e solidarietà

L’appuntamento di sabato non è solo un evento culturale di rilievo, ma anche un’occasione di condivisione aperta a tutta la cittadinanza. 

Gli organizzatori hanno infatti optato per l'ingresso ad offerta libera, una scelta pensata per rendere il teatro un bene realmente fruibile da chiunque desideri trascorrere una serata di qualità. 

Per assistere alla rappresentazione è vivamente consigliata la prenotazione, che può essere effettuata rapidamente inviando un messaggio WhatsApp al numero 379 1482324.

Una serata tra risate e memoria

Per gli appassionati del genere e per i semplici curiosi, questa produzione della Compagnia Arkobalengo rappresenta un invito a riscoprire il teatro come specchio della realtà. 

In un’epoca che spesso dimentica le proprie radici, affidarsi alla comicità per elaborare il passato diventa un atto di coraggio e di civiltà. L'invito è dunque quello di lasciarsi trasportare dalle vicende dei protagonisti, in un equilibrio perfetto tra il divertimento e la necessaria riflessione su ciò che, alla fine di ogni battaglia, resta davvero dentro ognuno di noi.

Redazione