Vacanze Astigiane - 19 febbraio 2026, 18:02

Vacanze Astigiane su un nuovo dolce itinerario

Puntata incentrata su tre nuovi apicoltori, da poco entrati a far parte della Via del miele Astigiano, portati a suggerimento d’itinerario tra api e bellezza

Che ci azzeccano api, apicoltori e miele con il turismo? Convinto che abbinare territorio ad apicoltura potesse essere un bello spunto per attirare visitatori nell’Astigiano, quasi cinque anni fa ho creato la Via del miele Astigiano. Apicoltura, saldamente radicata anche dalle nostre parti ed egregia rappresentazione dei valori di sostenibilità e tradizione, tanto ricercati non solo dai turisti. Via che riunisce un bel gruppo di apicoltori, messi assieme su un vettore di racconto, per dare altro valore alla nostra adorata meta turistica. Un prodotto naturale e tutto l’affascinante mondo delle api che ne è alla base, per promuovere esperienze dolci come il miele, tra degustazioni e visite in azienda. Occasioni di naturali piaceri, ma anche di valorizzazione della grande ricchezza e varietà di paesaggi, borghi, castelli, storia, arte e natura, proposta in vari tour da uno o più giornate, “Dolci Itinerari” studiati per far scoprire il territorio con dolcezza. Agli originari diciassette allevatori di api, distribuiti su tutto il territorio provinciale, recentemente se ne sono aggiunti tre e con loro una nuova proposta di itinerario tra borgo San Pietro, ad Asti, Rocca d’Arazzo e Montemagno. 

Comincerei da una di quelle zone del capoluogo meno frequentate dal turismo, nonostante proponga lo spettacolo del complesso monumentale di San Pietro in Consavia. A due passi dalla magia antica del Battistero, riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme, voluta dal vescovo Landolfo, agli inizi del XII secolo, completata da un campanile mozzato, e affiancata alla casa priorale con chiostro, un tempo ospedale, e da una cappella quadrilatera della seconda metà del XV secolo, voluta da Giorgio di Valperga, priore dell'Ordine dei Gerosolimitani, vi aspetta Patrizia, anima dell’Azienda Agricola Note di Miele. Oltre al miele, produce, dal 2018, un eccezionale aceto di miele, lavorato con lentezza, con la sola aggiunta di acqua, e poi lasciato per diversi mesi in botti di rovere dove completa il processo di acetificazione. 

A solo una dozzina di chilometri, Rocca d’Arazzo, borgo posto su un'altura dominante la Valle Tanaro, che evidenzia ancora oggi la sua veste di roccaforte a difesa del territorio astigiano. Luogo arricchito dall'imponente Palazzo Cacherano, costruito tra XVII e XVIII secolo, e da una bella parrocchiale settecentesca, il cui campanile è ancora quello del Trecento. Dell'antico castello, distrutto nel '600, restano invece solo tracce delle mura, ma la sua storia è legata alla cessione diretta a Gian Galeazzo Visconti, che gli aprì la strada all'insignorimento. Per questo nel Codex Astensis il castello di Rocca d'Arazzo è raffigurato sia con il Biscione dei Visconti che con il vessillo di Asti. Non gli manca un po’ di Romanico Astigiano, con l'affascinante Pieve di Santo Stefano e Santa Libera, cappella del XI secolo, piazzata, quasi per magia, su un cocuzzolo da cui si domina il tutto. Non bastasse, gusto e sapori tipici, come recita la creativa presentazione sui cartelli d’entrata al paese: tartufi, vino, capperi e tamburello. A cui aggiungere i mieli indomiti di Christian di ApeRibelle.

Terza tappa nei dintorni del favoloso castello di Montemagno. Nello scoprirne la meraviglia, si comincia avvicinandosi al fascinoso borgo del Nord Astigiano. Impossibile non riconoscerne, già a distanza, il profilo particolare, definito dalle fattezze medioevali del mastio che sorge sulla sommità di una collina. Tutt’intorno, un paese di quelli difficili da scordare. Medioevali anche se rivedute dalla sostanziosa trasformazione di fine Seicento che lo ha mutato da fortezza ad elegante dimora di campagna, circondata da parco. Di origini molto remote, con prime notizie che risalgono già al 972, fino alla proprietà dei Conti Calvi di Bergolo, dagli inizi del 1600 ad oggi. Non lontano dal castello vi aspetta Paolo, titolare dell’Apicoltura Raimondo. Produce mieli e derivati dell'alveare, nel pieno rispetto della natura, forte ed orgoglioso del naturale, e non solo, fascino del suo luogo speciale. 

Davide Palazzetti


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