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Politica | 20 febbraio 2026, 18:20

"Lo sport è inclusione, solidarietà, determinazione, cittadinanza vissuta. È Europa in movimento"

La rappresentanza a Milano della Commissione europea ha organizzato un importante confronto istituzionale dedicato alle politiche europee per lo sport a Casa Italia. Intervento atteso e pieno di emozione per Carola Mangiarotti: "Papà Edoardo avrebbe applaudito il record battuto da Arianna Fontana"

"Lo sport è inclusione, solidarietà, determinazione, cittadinanza vissuta. È Europa in movimento"

Nel pieno dei Giochi Olimpici invernali, il Salone d’onore della Triennale di Milano è diventato teatro di un importante confronto istituzionale. Allinterno della splendida cornice di Casa Italia, base dello sport tricolore per gli appuntamenti meneghini di Milano-Cortina 2026, è andato in scena nella mattinata di giovedì 19 febbraio il talk organizzato dalla Commissione europea e dedicato alle politiche europee per lo sport, che ha offerto uno spaccato di come l’attività fisica sia diventata un pilastro di inclusione e coesione per l'Unione Europea.

Ad aprire i lavori è stata Claudia Colla, Direttrice della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, che ha spiegato la missione dell'istituzione sul territorio: «La Commissione europea ha una rappresentanza in ogni capitale e, nei grandi Paesi come l’Italia, anche in una seconda città, appunto Milano. Il nostro ruolo è fare da ponte tra i territori e Bruxelles attraverso tre missioni: la diplomazia istituzionale; l’attività di “intelligence”, per far capire a Bruxelles che le esigenze della Lombardia sono diverse da quelle di una regione polacca o slovena; l’attuazione delle politiche comunitarie sul territorio».

Colla ha poi sottolineato il valore della collaborazione con la Fondazione Milano-Cortina: «Siamo saltati su questo treno olimpico perché lo sport è un tema trasversale che tocca tutte le generazioni. È un momento di inclusione, solidarietà e determinazione che non potevamo ignorare, specialmente con un evento che in Italia torna dopo vent’anni dai Giochi di Torino».

L’intervento più atteso e carico di emozione è stato quello di Carola Mangiarotti, vicepresidente regionale del Coni e figlia del leggendario Edoardo Mangiarotti. La conferenza è caduta in un momento storico: proprio la sera precedente, Arianna Fontana ha conquistato la medaglia che le ha permesso di superare il record di 13 podi olimpici detenuto da Edoardo Mangiarotti per ben 66 anni. «Oggi sono qui soprattutto come figlia - ha esordito Mangiarotti - Mio padre era un uomo di sport e ha sempre accettato la sconfitta valorizzando il campione. Ricordava spesso il suo avversario nel fioretto, Christian d’Oriola, ammettendo che fosse imbattibile. Per questo sono convinta che avrebbe applaudito Arianna Fontana. I record sono fatti per essere battuti e, dopo 66 anni, è giusto che sia successo ieri sera». Mangiarotti ha poi aggiunto un pensiero sul futuro: «Papà era troppo proiettato verso i giovani per non accettare un sorpasso così straordinario».

Nel corso degli interventi, ha fatto capolino anche il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha rimarcato l'importanza del momento: «Le vittorie azzurre in questi giorni stanno dimostrando il valore della nostra programmazione. Dietro ogni medaglia c'è un sacrificio enorme. È un orgoglio essere qui a Milano, anche se spiace che la città non abbia ancora una pista fissa per il ghiaccio, un problema che speriamo di risolvere presto per lasciare un'eredità concreta dopo questi Giochi».

Il dibattito è entrato nel vivo degli aspetti tecnici e sociali con Georg Häusler, Direttore per l’educazione, i giovani, lo sport e la cultura della Commissione europea, che ha affrontato la «crisi della sedentarietà», rivelando che oltre il «50% dei giovani non pratica alcuna attività fisica». Häusler ha poi ricordato la realtà quotidiana di molti campioni: «La maggior parte degli atleti olimpici non sono milionari, ma hanno un lavoro normale perché non possono vivere di solo sport; sono modelli di impegno per i nostri cittadini».

Sull'eredità dei Giochi è intervenuto Domenico De Maio, Direttore Education & Culture della Fondazione Milano Cortina 2026: «Le Olimpiadi cambiano il DNA di un Paese. La nostra legacy è un'infrastruttura umana, fatta di docenti e persone che abbiamo formato». De Maio ha citato l'investimento nel programma culturale e l'applicazione del «metodo Erasmus» anche tra gli amministratori locali per favorire la crescita collettiva attraverso lo scambio di competenze.

A tirare le fila del discorso è stato il moderatore, il professor Franco Ascani, membro della Commissione Cultura del CIO, che ha citato gli articoli 6 e 165 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea per ribadire la dimensione sociale dell'attività sportiva: «L'olimpismo è uno stile di vita e lo sport è cittadinanza vissuta. È Europa in movimento».

Giovanni Ferrario


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