Provincia - 24 febbraio 2026, 11:24

A Cocconato il Pollo alla Marengo sfida sei ristoranti: la storia nel piatto dal 6 marzo

Sei cene d'autore tra marzo e aprile nel borgo astigiano, con i commensali chiamati a votare il miglior abbinamento. Sullo sfondo il legame con Escoffier e il cuoco Silvestro Cavallito

C'è un filo sottile che collega Cocconato d'Asti alla grande cucina francese, e passa per un nome poco conosciuto: Silvestro Cavallito, primo collaboratore italiano di Auguste Escoffier, il cuoco che tra Ottocento e Novecento codificò le regole della haute cuisine. Fu proprio Cavallito, originario di Cocconato, ad aprire nel 1924 presso l'antica Bottiglieria della Pompa una tradizione gastronomica che il piccolo borgo del Monferrato, bandiera arancione del Touring Club e inserito tra i Borghi più Belli d'Italia, continua a coltivare.

È da questa storia che nasce "A tavola con il re dei cuochi", la rassegna enogastronomica promossa dal Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato, dall'Associazione Discepoli di Escoffier e dal Comune di Cocconato, giunta alla seconda edizione dopo il successo del 2025, che aveva visto protagonista il fricandò. Quest'anno il piatto attorno a cui ruoterà tutto è il Pollo alla Marengo: sei ristoranti, sei interpretazioni, una votazione finale affidata ai commensali.

Un piatto nato sul campo di battaglia

Il Pollo alla Marengo ha origini militari: fu ideato dal cuoco di Napoleone all'indomani della vittoria delle truppe francesi a Marengo, con gli ingredienti di fortuna disponibili sul campo. Escoffier lo rielaborò e lo rese celebre. Oggi il cuoco monferrino Beppe Sardi, membro del consiglio direttivo dell'Associazione Discepoli di Escoffier Piemonte e Valle d'Aosta, ne descrive la preparazione nel rispetto della tradizione: pollo sezionato, infarinato e rosolato in olio extravergine, soffritto di cipolla e aglio con funghi porcini a tocchetti, sfumatura con vino bianco, pomodori e cottura lenta fino a quando la carne diventa tenera e la salsa si concentra. A fine cottura entrano i gamberi di fiume, che devono solo scottarsi. A completare il piatto, un crostone di pane casereccio tostato e un uovo fritto all'occhio di bue.

"È un piatto ricco ma equilibrato, nato semplice e diventato iconico. La chiave è la qualità degli ingredienti e il rispetto dei tempi", spiega Sardi.

Il calendario delle cene

Le serate si svolgeranno sempre alle 20, con prenotazione obbligatoria:

6-7 marzo – L'Osteria (Cocconato Bell'e Buono): uovo poché con patate e porri, risotto ai carciofi con caprino, Pollo alla Marengo, cheesecake con pere al vino

13-14 marzo – Osteria della Pompa: antipasti della Pompa, Pollo alla Marengo, pot de crème con nocciolini 

20-21 marzo – Cannon d'Oro: lingua salmistrata in salsa piccantina, soufflé di asparagi con fonduta, Pollo alla Marengo, zuppa inglese 

27-28 marzo – Cantina del Ponte: asparagi e carciofi in salsa bernese, riso e gallina, Pollo alla Marengo, savarin alla Escoffier 

10-11 aprile – Osteria "Il Gheub": tartare di Fassona con gelato alla senape e tuorlo marinato, ravioli di barbabietola con crema di Toma di Roccaverano, Pollo alla Marengo, dacquoise al gianduia e caramello salato 

17-18 aprile – Locanda Martelletti: tortino tiepido di asparagi e robiola, risotto agli agretti con stracciatella, Pollo alla Marengo, crostatina sablée alle mandorle con fragole fresche 

I commensali come giudici

Ogni cena si trasforma in un piccolo contest: commensali e un pubblico di esperti voteranno attraverso cartoline dedicate il miglior abbinamento della serata, trasformando la tavola in un laboratorio di confronto tra interpretazioni diverse dello stesso piatto. I cuochi e i gastronomi dell'Associazione Escoffier accompagneranno gli ospiti durante la serata, illustrando tecniche e scelte degli ingredienti.

Nel corso delle serate i ristoranti ospiteranno anche le opere di Artemide Gallery (Samantha Lessio, Joy Moore, Ornella Manfron e Pasley), di Lara Valentino e di Francesca Zanotto, trasformandosi in gallerie d'arte temporanee.

"Dopo il successo dell'anno scorso, siamo felici di proseguire insieme ai Discepoli di Escoffier un percorso che ci consente di raccontare e valorizzare la tradizione la cucina del Monferrato", afferma Luigi Dezzani, portavoce del Consorzio, sottolineando come la rassegna coinvolga "giovani ristoratori pronti a mettersi in gioco con questo piatto della tradizione, il tutto accompagnato dai vini della nuova generazione di produttori cocconatesi".

"Lavoriamo per dare sempre più lustro a questa manifestazione. Attraverso la figura di Silvestro Cavallito, primo discepolo di Escoffier, il legame con Cocconato è evidente. Siamo onorati di far rivivere la tradizione e i piatti di una volta", aggiunge Franco Bonda, presidente piemontese e valdostano dell'Associazione Discepoli di Escoffier.

La rassegna si svolge con la collaborazione di Banca di Asti, GrosMarket Asti, Hy-Line e Alessandro Varesio. Informazioni sul sito www.consorziococconato.com.

Redazione