Non c'erano i rombi degli aerei a solcare il cielo di Asti questa mattina, eppure la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha fatto sentire la sua presenza. Il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco - Pony 0, comandante delle Frecce Tricolori nella stagione 2026 - e il Maggiore Giovanni Lopresti, voce ufficiale e speaker della pattuglia, hanno incontrato gli studenti dell'Istituto I.I.S. Alberto Castigliano di Asti in un briefing che ha tenuto incollate alle sedie sei classi: la 4ª A, la 4ª E, la 5ª G, la 3ª F, la 3ª G e la 5ª E.
L'incontro - organizzato dalla docente Anna Villano - si è tenuto questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Asti, con la presenza della dirigente scolastica Martina Gado. Non una lezione, come hanno tenuto a precisare gli ospiti, ma una testimonianza diretta: quella di chi ha trasformato un sogno in mestiere, a diecimila metri di quota.
Cosa c'è dietro lo spettacolo
Il Maggiore Lopresti, speaker della PAN, ha raccontato il suo ruolo di "collegamento con il pubblico": è lui a guidare gli occhi degli spettatori durante le esibizioni, spiegando in tempo reale le figure acrobatiche mentre i dieci piloti disegnano il tricolore nel cielo. Ma il cuore del briefing era tutt'altro che tecnico. "Non facciamo altro che raccontare la nostra esperienza", ha spiegato Marocco. "Un reparto dell'Aeronautica Militare che ha il compito di rappresentare i valori e le professionalità di tutti gli uomini e le donne della nostra Forza Armata."
Alla domanda su quale fosse la curiosità più ricorrente degli studenti, la risposta non ha sorpreso: le prestazioni dell'aeroplano. Ma i due ufficiali hanno scelto di spostare il focus su ciò che accade prima del decollo - il lavoro collettivo di una squadra di cento persone, tra piloti, manutentori e tecnici. "Il volo delle Frecce è fatto totalmente a vista", ha sottolineato Marocco. "L'elemento umano diventa preponderante rispetto a quello meccanico."
Una squadra da cento
La Pattuglia Acrobatica Nazionale è formata da cento persone, non solo dai piloti che il pubblico vede sfrecciare in formazione. Manutentori, tecnici, specialisti: tutti accomunati da quella che Marocco ha definito "un'unica visione". Ogni anno la squadra cambia parte dei suoi componenti, ma l'obiettivo resta identico: che lo spettacolo sia irriconoscibile nella sua continuità. "Non vogliamo che le persone riconoscano Franco Marocco", ha detto il comandante, "vogliamo che riconoscano le Frecce Tricolori."
L'Aeronautica Militare, hanno ricordato i due ufficiali, non è solo acrobazia: difesa dello spazio aereo, trasporti umanitari, soccorso H24 per 365 giorni l'anno, interventi in caso di calamità naturali -un servizio quotidiano e silenzioso che le Frecce hanno il compito di rendere visibile e tangibile ai cittadini.
Il messaggio centrale dell'incontro? "Dal sogno bisogna poi svegliarsi, nel senso che bisogna capire cosa fare per raggiungere quell'obiettivo. Qualsiasi sia il vostro sogno, continuate a inseguirlo."
Che si voglia diventare piloti, medici, insegnanti o atleti, il percorso è lo stesso: impegno, sacrificio e costanza quotidiana. E per i ragazzi del Castigliano, stamattina, quel percorso aveva il suono del tricolore nel cielo e il volto di chi lo porta ogni giorno.