Vacanze Astigiane - 26 febbraio 2026, 18:00

Vacanze Astigiane a togliersi la voglia di finanziera

Puntata d’invito ad un fine settimana incentrato su uno dei grandi piatti della tradizione piemontese, sommando la bellezza di due posti speciali a due sontuose versioni di finanziera

Ve la ricordate la pubblicità anni ‘90 dei Ferrero Rocher? Un vero e proprio cult caratterizzato ad arte da una elegante signora, vestita di giallo, ad esprimere il desiderio di“qualcosa di buono” al suo maggiordomo e autista Ambrogio.

Quasi fossi l’Ambrogio dello spot, se la mia signora chiede, cerco di rispondere con la sua stessa prontezza. Alcune richieste sono relative a piatti definibili semplici e facilmente esaudibili dalla mia cucina casalinga, altre meno. L’ultima, tra l’altro ben gradita, una voglia di Finanziera.

Spettacolare piatto povero, nato dalla necessità di riutilizzare le frattaglie di polli e vitelli, che a un certo punto ha abbandonato le tavole dei contadini per diventare elitario. In passato era preparata ad inizio primavera, e ci siamo quasi, nel periodo in cui i polli venivano castrati per diventare capponi e quindi c’era molta disponibilità di creste e bargigli che della finanziera sono la parte più rappresentativa.

L’etimologia del suo nome è piuttosto controversa, alcuni lo attribuiscono alle giacche da cerimonia dei rappresentanti della finanza piemontese ottocentesca, altri ai tributi in natura, spesso composti da frattaglie di polli e altri animali, che i contadini dovevano versare alle guardie, ai finanzieri. In realtà, una volta ne abbiate un piatto davanti ogni eventuale pensiero sul perché si chiami Finanziera, passa indubbiamente in secondo piano.

La voglia di esaudire una richiesta muliebre, oggi diventa suggerimento da fine settimana in due luoghi da favola e da Finanziera: Asti e Calamandrana. Proposta, neanche troppo indecente, di sommare la bellezza dei due posti a due sontuose versioni di Finanziera.

Potreste allora cominciare appena fuori Asti, sulla dolce collina di Viatosto, con splendida vista sulla città, da I Bugianen Trattoria Astigiana, locale assai accogliente, con vista da ola, punto di ritrovo per gli amanti della cucina di tradizione, semplice e sincera, a rappresentare davvero la cultura culinaria locale. Tra i secondi una Finanziera all'antica maniera eccezionale nell’equilibrio degli ingredienti, ben legati dalla giusta dose di Marsala e abbondante di porcini. Andare a togliersi la voglia da I Bugianen è anche poter visitare la chiesa di Viatosto, dedicata a Santa Maria Ausiliatrice. Chiesa dal piacevole mix di Romanico e Gotico che custodisce un incredibile numero di opere trecentesche, e non solo, dal grande valore estetico e artistico, tra cui una statua lignea di Madonna col Bambino, il dipinto della Madonna delle ciliegie  e vari affreschi con ben tre Madonne del latte.

Seconda meta, Calamandrana, borgo del Sud Astigiano, ricco di vigne e boschi, di gran bere e gran mangiare. Gran posto. Nel girarlo comincerei sicuramente dal suo imponente castello, situato nel borgo vecchio, che dall’alto domina tutta la Valle Belbo. D'antica origine, oggi si presenta come residenza signorile, finita di ristrutturare ed ampliare nel Seicento, dal conte Francesco Maria Cordara, mantenendo l’alta torre ottagonale medioevale ed il ponte levatoio. Poi qualche chiesa spettacolare: dalla parrocchiale barocca, alla particolare tessitura muraria in pietra e mattoni della chiesa del Sacro Cuore, fino alla pieve romanica di San Giovanni delle Conche. E ancora non perderei occasione di percorrere uno dei sentieri naturalistici che sono stati sviluppati tra boschi, vigne e frutteti del suo ricco territorio. Dopo così tanta sana attività fisica, la mitica Finanziera del Ristorante Violetta, sono certo possa toccare i più alti vertici del piacere. Ristorante dall’atmosfera della trattoria di campagna di una volta, in un bel cascinale conosciuto anticamente come "Ca d'viuletta", dove venivano costruiti carri agricoli “Violetta”. Regno della “signora della Finanziera”, Maria Lovisolo, scomparsa nel 2021 all'età di 91 anni, che continua a tenere alta quella nomea, anche in suo ricordo.

Davide Palazzetti


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