Cronaca - 28 febbraio 2026, 15:57

Morte di Zoe: il Riesame nega i domiciliari, Alex Manna resta in carcere

Rigettata la richiesta della difesa di trasferire il giovane in una struttura protetta. Soddisfatto l'avvocato della famiglia della vittima

MerfePhoto

Alex Manna, assassino reo confesso di Zoe Trinchero, resta in cella. I giudici del Tribunale del Riesame hanno respinto la richiesta di concessione degli arresti domiciliari avanzata ieri dagli avvocati difensori Iorianni e Gambino . I legali avevano domandato il trasferimento del giovane in una struttura protetta già individuata, allegando a supporto una corposa cartella clinica che ripercorre la storia sanitaria del ragazzo fin dall'infanzia . Tuttavia, il Tribunale non ha ritenuto sussistenti le condizioni per disporre la scarcerazione .

La documentazione sanitaria presentata al Riesame era peraltro già stata acquisita nel fascicolo della Procura di Alessandria, che continua a coordinare le indagini . Al momento non sono state depositate le motivazioni del provvedimento, pertanto la difesa non ha ancora gli elementi per valutare un eventuale ricorso in Cassazione, opzione che comunque non viene esclusa . Alex, apparso a chi lo ha incontrato di recente “profondamente scosso e disorientato”, prosegue così la sua detenzione, in una complessa ricerca di consapevolezza per il tragico gesto compiuto .

Le indagini proseguono: i nodi da chiarire

La confessione del ragazzo non ha chiuso il caso. Gli inquirenti lavorano per ricostruire con esattezza ogni frammento di quella drammatica sera nel cortile affacciato sul rio Nizza . Sotto la lente c'è in particolare la dinamica della caduta: l'autopsia ha infatti rivelato che Zoe era ancora viva quando è precipitata sul letto cementato del torrente . Per analizzare questo specifico aspetto, la difesa di Alex ha già nominato un pool di consulenti forensi .

L'ipotesi del femminicidio e l'analisi dei cellulari

Cruciale sarà anche l'analisi dei telefoni cellulari di entrambi i ragazzi . I contenuti di chat e messaggi vocali potrebbero infatti mutare radicalmente il quadro accusatorio, trasformando l'attuale imputazione di omicidio volontario aggravato in femminicidio, come richiesto dai legali della famiglia di Zoe .

Il punto centrale riguarda il movente: se dalle comunicazioni emergesse l'intenzione di Alex di riallacciare la relazione, il delitto potrebbe configurarsi come la mancata accettazione di un rifiuto, elemento cardine per contestare il nuovo reato . Finora il giovane ha sempre negato questa ipotesi, sostenendo di aver incontrato Zoe solo per chiarire i motivi della fine del loro breve rapporto, dovuta a un suo tradimento, e di non sapersi spiegare come la discussione sia poi sfociata nell'aggressione fatale .

La decisione del Riesame è stata accolta con favore dalla famiglia della vittima. L'avvocato Fabrizio Ventimiglia, che assiste i familiari di Zoe si è dichiarato fiducioso che il pm giunga alla contestazione definitiva di femminicidio. 

Redazione