La Polizia di Stato di Asti rinnova il proprio impegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere attraverso la campagna permanente “Questo non è amore”, uno dei messaggi più significativi che viene ribadito in prossimità della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Anche per il 2026 la Questura di Asti, insieme al Centro Provinciale Antiviolenza “L’Orecchio di Venere”, con il contributo della Fondazione Giovanni Goria e delle giovani partecipanti al laboratorio Prime Minister Asti, ha scelto di rivolgersi direttamente alle nuove generazioni. L’obiettivo è ascoltare la loro voce e il loro punto di vista su un fenomeno di grande attualità che continua a destare preoccupazione e che vede, purtroppo, le ragazze pagare il prezzo più alto.
Per favorire una conoscenza condivisa del fenomeno e orientare al meglio interventi mirati sotto il profilo informativo e preventivo, è stato predisposto un questionario completamente anonimo rivolto a tutte le studentesse e a tutti gli studenti frequentanti le Scuole e gli Istituti Secondari di II grado della provincia di Asti. La compilazione richiede circa sette minuti e rappresenta un’opportunità concreta per contribuire, con il proprio punto di vista, a migliorare i servizi e le azioni di prevenzione sul territorio.
Sono stati sensibilizzati i dirigenti scolastici affinché promuovano l’iniziativa coinvolgendo i docenti di tutte le classi. Prima della compilazione, verrà letto un breve messaggio per sottolineare l’importanza del tema e il valore della partecipazione consapevole.
L’iniziativa mira a raccogliere il punto di vista dei giovani sul fenomeno della violenza di genere e sul livello di conoscenza della Rete Provinciale Antiviolenza di Asti, così da comprendere meglio bisogni, percezioni e possibili aree di miglioramento dei servizi esistenti. Le risposte contribuiranno in modo concreto a orientare azioni di prevenzione, informazione e supporto più efficaci e vicine ai bisogni della cittadinanza.
I recenti fatti che hanno interessato il territorio, come quanto accaduto a Nizza Monferrato, rendono ancora più evidente l’urgenza di non abbassare l’attenzione e di continuare a lavorare insieme, scuola e istituzioni, per costruire una cultura fondata sul rispetto, sul consenso e sulla libertà di scelta.