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Al Direttore | 03 marzo 2026, 18:31

Quartieri di Asti tra diversità e fragilità: la sfida della convivenza

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un residente su come, in mosaici urbani multietnici come via Cavour, la sicurezza intesa come mediazione dei conflitti sociali sia fondamentale per coesione, partecipazione e comunità

Quartieri di Asti tra diversità e fragilità: la sfida della convivenza

Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde… D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda (Italo Calvino, Le città invisibili, Torino, 1972, p. 20) 

Moltissimi quartieri di Asti (vedi via Cavour e zone limitrofe) , oggigiorno si presentano come mosaici di classi sociali, etnie e posizioni reddituali piuttosto differenti, che non sempre sembrano comunicare tra di loro. Di conseguenza i meccanismi di identificazione tra gli abitanti e il loro spazio di vita quotidiano sono sottoposti ad importanti tensioni. Si indeboliscono quelle reti di comunità locale incentrate su luoghi di aggregazione sociale e si fa fatica a riconoscersi in una realtà di vicinato mutata e multietnica. 

Ecco perché le città si manifestano come quei luoghi in cui le insicurezze percepite si manifestano in maniera tangibile. Perché un contesto urbano accolga ed esprima forme innovative, sostenibili e più democratiche di convivenza, bisogna, a mio avviso, essere in grado di configurare ambienti sicuri, intendendo la sicurezza come una componente basilare dello stato sociale, configurata quindi non in senso punitivo o sanzionatorio bensì con la funzione di mediazione dei conflitti sociali. 

La garanzia del diritto alla sicurezza è uno è uno dei compiti principali cui è chiamata una Pubblica Amministrazione che voglia essere dalla parte dei cittadini e delle imprese. Questo obiettivo, tuttavia, può essere raggiunto solo con un intelligente mix di organizzazione efficiente, capitale umano motivato e competente e tecnologie innovative. Investire sulla sicurezza e sui controlli non è mai uno spreco di risorse. 

Per avere una città sicura è necessario avere una visione olistica dell’ambiente urbano. Il livello di sicurezza non può infatti che misurarsi nel segmento più debole e l’approccio sistemico è l’unico possibile. La sicurezza è poi presupposto per la coesione sociale, per la crescita della comunità, per la partecipazione democratica e a sua volta presuppone la trasparenza e la condivisione delle scelte. 

Stefano P. residente in via Cavour, Asti

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