La parità di genere nel mondo cooperativo piemontese non è più soltanto una dichiarazione di intenti, ma diventa un indicatore concreto di qualità organizzativa, trasparenza e solidità della governance. I dati diffusi da Confcooperative Piemonte fotografano un sistema in evoluzione, con numeri in crescita e strumenti sempre più diffusi per rendere misurabili politiche e risultati.
Secondo le rilevazioni, nel 2024 le donne rappresentavano il 27% dei legali rappresentanti e il 31% degli amministratori delle cooperative aderenti a Confcooperative Piemonte, quote in aumento rispetto a cinque anni fa. Ma è nella dimensione occupazionale e associativa che la presenza femminile si rivela particolarmente forte: le donne costituiscono il 65% degli occupati e il 48% della base sociale delle cooperative piemontesi.
Un trend positivo che trova riscontro anche sul fronte degli strumenti di certificazione. A livello nazionale, nel 2025, quasi una cooperativa su due (48% ) mostrava un'attenzione alta alla certificazione di parità di genere. Tra queste, più di una su quattro (27% ) aveva già ottenuto la certificazione oppure aveva avviato l'iter per conseguirla. Un segnale importante, sottolineano da Confcooperative, perché dimostra che anche le strutture più piccole, con risorse interne limitate, stanno riuscendo a trasformare l'interesse in un percorso concreto, rendendo la parità parte integrante del modo in cui l'impresa organizza il lavoro, prende decisioni e valuta i risultati.
Il tema si intreccia strettamente con l'agenda istituzionale, in particolare per quanto riguarda il recepimento della direttiva UE sulla trasparenza salariale. Nel documento depositato in Parlamento con la posizione comune di dieci organizzazioni datoriali, tra cui Confcooperative, viene condiviso l'obiettivo di rafforzare la parità retributiva, chiedendo però criteri chiari e un riferimento omogeneo per confrontare correttamente retribuzioni e mansioni, evitando ambiguità e distorsioni. Un punto rilevante anche per le cooperative, perché la trasparenza, quando fondata su parametri omogenei, può diventare un alleato nella gestione dei percorsi professionali e nel riconoscimento del merito.
"Per la cooperazione la parità di genere non può essere un capitolo accessorio: è una cartina di tornasole della qualità del lavoro e della qualità della governance" è il commento di Confcooperative Piemonte. "I dati ci dicono che stiamo avanzando e che gli strumenti, dalla formazione alla certificazione, stanno facendo la differenza. La trasparenza salariale, se recepita con criteri chiari e comparazioni corrette, può diventare un alleato: rende più oggettivi percorsi e retribuzioni e tutela chi applica regole solide. Confcooperative Piemonte è pronta ad accompagnare le imprese cooperative in questo passaggio, perché la parità si costruisce con metodo, continuità e responsabilità condivisa."