La questione degli espropri nel comparto di Cascina Volta torna a scuotere Palazzo Civico, trasformandosi in un caso politico e sociale che coinvolge decine di famiglie. Al centro della disputa c’è la decisione dell'amministrazione comunale di recuperare dagli assegnatari degli alloggi del Piano di Edilizia Economica e Popolare i costi di un contenzioso legale infinito, iniziato nei primi anni Novanta. I consiglieri di minoranza Maria Ferlisi (Partito Democratico), Vittoria Briccarello (Uniti si può) e Mario Malandrone (Ambiente Asti) denunciano l'iniquità di un'operazione che scarica sui privati cittadini le conseguenze economiche di oltre trent’anni di battaglie in tribunale.
Un’odissea giudiziaria lunga tre decenni
La vicenda ha origine nel 1992, quando il Comune di Asti espropriò le aree di Cascina Volta offrendo un'indennità allora stimata in circa 456 mila euro. I proprietari dei terreni non accettarono la somma, dando inizio a un iter giudiziario che ha attraversato tutti i gradi di giudizio, con ben due rinvii dalla Corte di Cassazione. Solo il 23 gennaio 2024 la Corte d'Appello si è pronunciata definitivamente, condannando l'ente a versare una somma considerevolmente maggiorata da interessi legali e spese processuali. Secondo i consiglieri di minoranza, è proprio questo enorme ritardo a pesare oggi sulle famiglie, con richieste di conguaglio che per alcuni nuclei hanno superato i 30 mila euro.
Il precedente del 2017 e il parere della Corte dei conti
La polemica si sposta anche sul piano della coerenza amministrativa. Già nel maggio 2017, la Giunta guidata dal sindaco Fabrizio Brignolo e dal vicesindaco Davide Arri aveva affrontato la questione dei conguagli per la zona di Cascina Volta. In quella sede, richiamando un parere legale dello studio dell'avvocato Paolo Scaparone, era stato stabilito che il Comune non fosse tenuto a computare gli interessi legali nel calcolo delle somme da richiedere ai cittadini.
Oggi, tuttavia, il quadro sembra cambiato. Il Comune ha infatti richiesto un parere alla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per il Piemonte, presieduta da Acheropita Mondera. La magistrata relatrice Maria Di Vita ha sottolineato come il principio di "neutralità finanziaria" imponga che l'ente non subisca oneri non ripianati, ma ha anche chiarito che non possono essere addossati ai privati i costi derivanti da condotte illecite o procedimenti illegittimi.
La battaglia per la trasparenza
I consiglieri firmatari del documento sottolineano che la situazione è diventata un'emergenza per i residenti di Cascina Volta, chiamati a pagare entro il 15 marzo. "Trent’anni di contenzioso non possono diventare un conto da presentare ai cittadini", affermano nel loro atto di denuncia, aggiungendo che "non è accettabile che vengano presentati conti legati a ritardi amministrativi su cui gli assegnatari non hanno avuto alcuna responsabilità".
La minoranza ha annunciato l'intenzione di procedere con un accesso agli atti per esaminare integralmente i pareri legali forniti al Comune negli anni, cercando di capire perché si sia deciso di ribaltare l'orientamento di tutela verso i cittadini che sembrava prevalere in passato.