Grande partecipazione per la presentazione dell'ultimo libro di Chiara Bolognini. Un evento tra letteratura, filosofia e solidarietà promosso dai Lions e patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità.
Chi era davvero Penelope? Solo l’ombra silenziosa di Ulisse, l’emblema della pazienza domestica in attesa di un ritorno, o c’è una verità più profonda, rimasta per secoli "nascosta tra le righe"? È da questo interrogativo che prende le mosse l'ultima opera della scrittrice Chiara Bolognini, presentata sabato 7 marzo, nella suggestiva cornice dello spazio culturale "Fuori Luogo”.
L’evento, è stato organizzato grazie alla sinergia tra il Lions Club “Asti Alfieri”, rappresentato dal presidente Walter Valente, e la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Asti, con l’intervento della presidente Bianca Terzuolo.
Il volume della Bolognini non è solo un racconto, ma una riflessione filosofica e sociale. Il sottotitolo, "Storia inedita di uno stereotipo nascosto tra le righe", chiarisce l'intento dell'autrice: scardinare l’immagine preconfezionata di una delle figure femminili più celebri dell'epica classica per restituirle voce, identità e una complessità finora ignorata.
Durante l’incontro, moderato con precisione da Francesca Ragusa, l’autrice ha dialogato con i presenti sottolineando quanto le etichette del passato pesino ancora sulla percezione moderna del ruolo femminile.
Oltre all’alto valore culturale, l'iniziativa ha avuto un importante risvolto sociale. La presentazione è stata infatti accompagnata da un "aperitivo solidale", a conferma della vocazione al servizio del Lions Club e del progetto "Anche tu filosofo” che ha devoluto una parte dell’incasso del libro per il service finalizzato per le donne.
"Incontri come questo sono fondamentali per promuovere una cultura della consapevolezza", ha commentato Francesca Ragusa a margine dell'evento. "Attraverso la storia di Penelope, oggi abbiamo parlato di tutte noi, della necessità di essere riconosciute al di là dei ruoli imposti."
L’immagine di copertina del libro — un delicato acquerello che ritrae mani sapienti al telaio — rimane come simbolo della serata: un intreccio di fili che, finalmente, formano un disegno nuovo e autentico.















